Cuorgné: si recò al pronto soccorso per un’ernia. Arrivata a casa morì. E un medico finisce alla sbarra

Cuorgnè

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16/07/2016

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Battaglia di periti e consulenti in tribunale. Per difesa il churgo agì correttamente. Per l'accusa la donna sarebbe morta per infarto addominale

Si era recata in ospedale a Cuorgnè perché non si sentiva bene. Venne visitata dai medici al pronto soccorso e venne dimessa. Poche ore dopo, Ida Berta, 67 anni, residente a Montalenghe morì. Il caso, dopo la denuncia sporta dai famigliari è approdato nelle aule del tribunale di Ivrea dove nell’udienza di ieri, è comparso, per rispondere dell’accusa di omicidio colposo, il medico Eraldo Personettaz, 57 anni, residente a Favria, difeso dall’avvocato Ronchetto.

Quel fatidico giorno il chirurgo visitò la donna e la dimise subito dopo. Una vicenda caratterizzata da una battaglia di periti e consulenti di parte. Nel corso dell’udienza il giudice ha sentito il perito nominato dalla procura eporediese e quelli della difesa. Le opinioni sull’accaduto sono decisamente discordanti. Il 28 ottobre il giudice Lodovico Morello pronuncerà la sentenza. A giudizio del perito nominato dalla pubblica accusa, il noto medico legale Roberto Testi, la condotta colposa del medico sarebbe un fatto acclarato. Nella relazione redatta al termine della perizia, il medico legale avrebbe stabilito che la morte della donna fu causato da un infarto intestinale dovuto a un’ernia addominale strozzata.

I consulenti nominati dalla difesa, Lorenzo Varetto e Paolo De Paolis, primario di Chirurgia all’ospedale Gradenigo di Torino, però, la pensano diversamente e hanno sostenuto che non ci sarebbe colpa dato che il chirurgo ha fatto tutto quello che un buon chirurgo in quelle circostanze avrebbe dovuto fare. Sta di fatto che il 26 marzo di due anni fa, Ida Berta aveva  accusato fori dolori addominali.

Il medico curante la inviò al pronto soccorso dell’ospedale di Cuorgnè dpve la pensionata venne sottoposta gli esami di rito. Nel referto di dimissioni è indicato che l’ernia addominale sarebbe stata fatta rientrare con una manovra di strozzatura. La donna fu mandata a casa, perché a giudizio dei medici che l’avevano curata, il caso era stato risolto. Poche ore dopo, Ida Berta, perse la vita.

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