Chiaverano, critica il sindaco su Facebook: querelato per diffamazione

Chiaverano

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28/07/2015

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La querelle tra l'utente denunciato e l'Amministrazione comunale approderà in Tribunale. L'accusa: ingiuria e diffamazione aggravata

Ha postato un commento più che critico su Facebook all’indirizzo del sindaco di Chiaverano Maurizio Fiorentini. Un commento che è costato all’autore una denuncia sporta dall’Amministrazione comunale per “ingiuria e diffamazione aggravata nei confronti del sindaco Maurizio Fiorentini”.

All’origine della vicenda che approderà nelle aule del tribunale eporediese, un messaggio di complimenti postato da una signora milanese riguardante la manifestazione “A Night Like This Festival”. Il 26 luglio l’utente querelato ha commentato la notizia, riferendosi al sindaco in questo modo: “patetico e infantile è evidente che lo stile di scrittura è il tuo”.

Il primo cittadino, nel sito ufficiale del Comune di Chiaverano dà notizia di aver dato mandato ai legali per sporgere querela. Scrive il sindaco nel sito comunale: “A nome del Comune di Chiaverano ho presentato formale denuncia presso la Stazione dei Carabinieri per ingiuria e per diffamazione aggravata. Come Sindaco, lo scorso 24 luglio ho pubblicato sulla pagina Facebook del Comune di Chiaverano una email ricevuta da una signora milanese la quale si complimentava per A Night Like This Festival”. Il 26 luglio l’autore del post incriminato ha commentato la notizia con queste parole: “patetico e infantile è evidente che lo stile di scrittura è il tuo”.

“Essendo il commento relativo ad una notizia ufficiale inserita dal Sindaco nella pagina del Comune – ha chiarito il primo cittadino – ho ritenuto che questo costituisse ingiuria nei confronti dello stesso Sindaco e, essendo inserito in una pagina ad accesso pubblico, anche diffamazione aggravata. Scrivere le proprie critiche è naturalmente legittimo ma non è legittimo quando la critica diventa insulto o, come in questo caso, quando si vuole far passare il messaggio che il Sindaco si inventa email false per dimostrare le proprie tesi. Il Sindaco rappresenta tutti e ogni suo atto è pubblico e viene fatto a nome dei cittadini di Chiaverano e, quindi, non è accettabile, a meno di poterlo dimostrare, accusare il Sindaco di essere un bugiardo nell’aver inventato una email. Ho consegnato ai Carabinieri i riferimenti della Signora milanese oltre al formato “sorgente” della email in modo che si possa fare ogni verifica sulla provenienza e sul mittente. E’ poi importante far notare che Facebook non da diritto di scrivere qualsiasi cosa con la tranquillità dell’impunità”.

E ancora: “Postare un commento offensivo sulla bacheca di Facebook integra il reato di diffamazione a mezzo stampa. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24431/2015, ha stabilito che inserire un commento su una bacheca di un social network significa dare al suddetto messaggio una diffusione che potenzialmente ha la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone, sicché, laddove questo sia offensivo, deve ritenersi integrata la fattispecie aggravata del reato di diffamazione”. La parola adesso passerà ai magistrati del tribunale di Ivrea.

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