Caselle: termina il programma Eurofighter e i sindacati sono preoccupati per l’occupazione

Caselle

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09/04/2019

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La Regione Piemonte ha assicurato il suo impegno. Le organizzazioni sindacali di settore chiedono con determinazione l'apertura di un confronto con la società e i ministeri competenti

Con il termine del programma Eurofighter e l’assenza di una decisione del governo sul futuro del nuovo cacciabombardiere europeo, i sindacano hanno espresso la loro preoccupazione per i carichi di lavoro e sulle prospettive occupazionali per gli stabilimenti di Torino e di Caselle del colosso del settore Leonardo. Questo è stato il tema di un incontro che ha avuto luogo nella giornata di ieri, lunedì 8 aprile in Regione Piemonte e al quale hanno preso parte i vertici delle segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm e le Rsu aziendali e l’assessore regionale alle Attività produttive Giuseppina De Santis e a Tom Dealessandri, presidente del Comitato del Distretto Aerospaziale Piemontese. Ciò che maggiormente preoccupa i sindacati del comparto aerospaziale è la il termine del programma Eurofighter possa causare un calo di lavoro già entro il prossimo 2020. Il Gruppo occupa allo stato attuale delle cose 3mila dipendenti.

In questo contesto la Regione ha dichiarato di avere avviato un accordo di programma con il Politecnico di Torino, l’università degli studi e diverse aziende del territorio, stanziando 30 milioni per attività di advanced manufacturing, ricerca e sviluppo, una parte di investimento sarà dedicata nello specifico al sito Leonardo di Torino corso Marche”, spiegano i sindacati. Una strategia che in termini più ampi riguarda anche il Manufacturing Technology center che dovrebbe avere sede nelle aree di Tne a Mirafiori.

I sindacati non hanno dubbi e ritengono utile aprire un confronto su scala nazionale con i Ministeri competenti e l’Azienda. L’obiettivo? Quello di tutelare le migliaia di lavoratori e lavoratrici del settore aerospaziale presenti nel territorio torinese.

“Il nostro obiettivo – spiega Luigi Paone della segreteria Uilm Torino – è di costruire un percorso condiviso con la Regione per arrivare alla convocazione di un tavolo con il governo per tutelare i 3mila lavoratori torinesi del gruppo”.

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