Canavese, montagne a rischio desertificazione. L’Uncem: “Salviamo i piccoli negozi”

Canavese

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23/01/2016

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In Piemonte oltre 70 paesi sono senza negozi e 200 su 1.250 possono fare affidamento su un solo esercizio commerciale

In Piemonte oltre 70 comuni montani non hanno più un negozio mentre 200 su 1.205 dispongono di un solo esercizio commerciale. E il Canavese non fa specie. Il rischio della desertificazione è reale e l’Uncem, il sindacato della montagna, lancia l’allarme. Eppure nei paesi di media e alta valle, dove ci si conosce tutti, il negozietto sotto casa costituisce il punto d’incontro della comunità, il luogo dove si acquistano i generi alimentari, le sigarette, si può bere una birra in compagnia.

Fino a qualche anno fa, sottolinea l’Uncem, la Regione Piemonte stanziava ogni anno qualche milione di euro per sostenere economicamente i titolari dei piccolo negozi dei paesi montani. Adesso più niente. Anche in questo caso la montagna e la sua economia sono diventate il fanalino di coda delle priorità legate allo sviluppo. L’Uncem avanza una proposta: perché il governo regionale e quello centrale non promuovono una politica di sgravi fiscali e burocratici per i proprietari dei piccoli negozi di montagna, per chi avvia una esercizio commerciale, per coloro che vorrebbero potenziare una piccola impresa o aprire una partita Iva? E ancora: perché non incentivare i centri multifunzionali, ossia i negozi che vendono prodotto e svolgono anche un servizio? Nei piccoli centri montani quando chiude un ufficio postale o una scuola, intere fasce di popolazione sono a rischio. E lo è anche quando scompaiono i negozi.

E’ vero che acquistare nel negozio sotto casa costa qualcosa di più, ma fatti i debiti calcoli quando si spende in carburante per raggiungere i centri commerciali più vicini? La questione si gioca non soltanto sul piano politico, quanto in quello culturale. “Compra in valle, la montagna vivrà” era il claim ideato dalla Camera di Commercio di Cuneo e adottato dall’Uncem. E, fedele a questo ideale, il sindacato della montagna lancia una campagna di sensibilizzazione per evitare che la montagna non divenga, nel prossimo futuro uno scenario costituito da rocce, boschi, baite e paesi fantasma.

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