Canavese: il problema della ricezione del segnale Rai in montagna in commissione di vigilanza

Canavese

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14/01/2016

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Il senatore Fornaro: "Si attivi al più presto un tavolo di monitoraggio per risolvere il problema e potenziare gli impianti di trasmissione"

Nelle valli montane canavesane il segnale Rai spesso non si riceve? Il problema non è nuovo: anni fa al centro delle polemiche era mancata ricezione del segnale telefonico per i dispositivi mobili, in gran parte risolto, ma quello del segnale televisivo è rimasto immutato. Eppure si tratta di utenti che pagano il canone e che hanno il diritto di poter usufruire dei programmi televisivi prodotti anche con il denaro dei contribuenti. a questione, in vista del nuovo sistema di versamento del canone Rai nella bolletta energetica a partire dal prossimo mese di luglio, è stata sollevata prima dell’Uncem e, successivamente, dal senatore Federico Fornaro.  “La recente riforma del sistema di riscossione del canone Rai, produrrà certamente un rilevante gettito aggiuntivo. Può essere l’occasione per risolvere una volta per tutte le problematiche di ricezione parziale o totale denunciate dai cittadini-utenti dei comuni montani e collinari. Soltanto in Piemonte, ad esempio, oltre 600mila utenti non ricevono il segnale della Rai regionale, circa 500mila delle provincie del nord-est della regione non ricevono il segnale dei Mux 2 e Mux 3, oltre a problematiche di ricezione anche per il Mux 1”.

Il senatore Federico Fornaro, intervenendo durante la Commissione di Vigilanza Rai durante l’audizione del presidente e del consiglio di Amministrazione della Rai, ha sottolineato la cronicità del problema: “La Rai attivi, quindi, al più presto un tavolo di monitoraggio con le regioni per definire un piano straordinario per il potenziamento degli impianti di diffusione del segnale Rai. Non è più possibile – ha continuato il parlamentare – che vi siano nel 2016 cittadini di serie A che possono fruire di tutta la programmazione dei canali Rai e cittadini di serie B che, invece, hanno un accesso limitato agli stessi programmi, pagando, però, lo stesso, identico canone. Spero – ha concluso – che il Consiglio d’Amministrazione della Rai possa affrontare con energia e tempestività la questione alla ricerca di una soluzione all’altezza della riconosciuta capacità tecnologica dell’azienda”.

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