Caluso: pensionato alla sbarra per presunta violenza sessuale. L’accusa: palpeggiò la figliastra

Caluso

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21/07/2016

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Il giudice ha ascoltato i testimoni e la vittima dei presunti abusi. Una parente della giovane ha però raccontato una versione che getta nuova luce sulla vicenda

La sordida vicenda di presunti abusi sessuali è accaduta a Caluso nel maggio del 2013. I protagonisti: una giovane che all’epoca dei fatti aveva 22 anni e il patrigno, Augusto Artosi, 67 anni, residente in paese, difeso dall’avvocato Enrico Scolari del Foro di Ivrea. Il processo a carico dell’anziano pensionato, accusato di violenza sessuale,  è ancora in corso. Nell’udienza di mercoledì 20 luglio, che ha avuto luogo in un’aula del tribunale di Ivrea, è stata ascoltata la presunta vittima. L’audizione ha avuto luogo a porte chiuse. La giovane ha raccontato al magistrato tutte le varie fasi che hanno caratterizzato la vicenda: una sera, mentre era impegnata a lavare i piatti dopo la cena. Il patrigno dopo essersi accostato le avrebbe infilato le mani sotto la maglietta. Un gesto inaspettato e scioccante. La giovane, si sottrasse al palpeggiamento e, pensando che la cosa fosse finita lì, si recò in camera da letto ma l’uomo la seguì, tentando ancora un approccio. A quel punto la fanciulla reagì e in modo così deciso, da far desistere il patrigno dal mettere in atto le insane voglie.

Ma seminare il dubbio sulla veridicità del racconto è stata una parente della ragazza la quale ha raccontato al magistrato che la giovane le aveva confidato quanto era accaduto con una freddezza e distacco inusuali. La parente insistette per convincere la vittima parlarne con la madre e successivamente presentare una denuncia alla locale caserma dei carabinieri. Per tutta risposta, a detta della testimone, la fanciulla andò in escandescenze e le intimò di non dire nulla. Soltanto qualche tempo dopo la parente venne a sapere che la ragazza aveva denunciato il patrigno. Tra l’altro la donna ha raccontato in aula che, nel periodo a cavallo tra il 2013 e il 2014, la ragazza aveva problemi economici e di droga e chiedeva soldi a quanti conosceva. L’udienza è stata aggiornata al 18 ottobre. In quell’occasione riprenderà l’audizione degli ultimi testimoni che forse, contribuiranno a chiarire i contorni ancora nebulosi di questa squallida vicenda famigliare di provincia.

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