Brandizzo, presidio a oltranza davanti ai cancelli della Martor. In 117 rischiano il posto

23/12/2019

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Il contratto di solidarietà scadrà il prossimo 30 marzo. Senza una soluzione alternativa l'economia del paese rischia di cadere in ginocchio. La vicenda alla ribalta della cronaca nazionale

Sciopero e presidio a oltranza: i 117 dipendenti della Martor di Brandizzo, azienda attiva nel settore dell’automotive non hanno nessuna intenzione di arrendersi e hanno deciso di manifestare fino a quando quest’altra, l’ennesima, vicenda, non avrà un esito positivo. In gioco c’è il futuro e la sopravvivenza di 117 famiglie. E dal 20 dicembre i lavoratori hanno istituito un presidio permanente davanti ai cancelli dell’azienda e all’ingresso mezzi in via Nicolao Cena. Giova ricordare che i vertici dell’azienda avevano annunciato di aver depositato al tribunale di Ivrea la domanda di concordato con l’intenzione di cessare l’attività produttiva. Allo stato attuale delle cose i dipendenti sono in contratto di solidarietà.

Il sindaco di Brandizzo Paolo Bodoni si è recato davanti ai cancelli della società per manifestare la sua solidarietà e quella del Comune ai dipendenti in sciopero.

“La crisi industriale del territorio colpisce al cuore anche Brandizzo, la notizia della chiusura della Martor è davvero pesante per la nostra comunità. Siamo al fianco dei lavoratori della Martor e appoggeremo tutte le iniziative che l’amministrazione vorrà mettere in campo per salvaguardare i destini occupazionali di tutti i lavoratori” ha dichiarato il consigliere comunale di minoranza Giuseppe Deluca.

“Il contratto di solidarietà scade il 30 marzo 2020 – ha dichiarato Fabio Massarenti, della Fiom – Cgil -, ma non sono intenzionati a rinnovarlo. C’è un’azienda interessata ad affittare un ramo di Martor e sarebbe disposta ad assorbire 45 lavoratori”.

Per i restanti occorrerà attendere che trascorra un periodo di affitto del sito: soltanto allora il possibile acquirente deciderà se rilevare del tutto impianto produttivo.

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