Crisi del vino, il Partito Democratico lancia l’allarme: «A rischio anche Erbaluce, Carema e Canavese Doc»

10/07/2026

La crisi del settore vitivinicolo piemontese rischia di estendersi anche ai vini della provincia di Torino. È l’allarme lanciato dai consiglieri regionali del Partito Democratico Alberto Avetta, Monica Canalis e Gianna Pentenero, intervenuti dopo la riunione della III Commissione del Consiglio regionale, convocata mercoledì 8 luglio per affrontare il tema delle eccedenze di vino in vista della vendemmia 2026.

Sul tavolo resta il problema delle consistenti giacenze presenti nelle cantine piemontesi. Secondo le stime, tra Langhe e Monferrato sarebbero circa quattro milioni di litri i quantitativi in surplus, una situazione che ha spinto produttori, consorzi e associazioni di categoria a chiedere interventi urgenti alla Regione Piemonte.

Ad aprire i lavori della Commissione è stato il presidente della Regione Alberto Cirio, che ha definito l’attuale fase del comparto caratterizzata da «luci e ombre». Se da un lato pesano le tensioni geopolitiche, i dazi e il rallentamento della domanda internazionale, dall’altro il Piemonte continua a distinguersi sui mercati esteri. Nel primo trimestre del 2026, infatti, è stata l’unica regione italiana a registrare una crescita dell’export di vino (+0,5%), a fronte di un calo nazionale dell’8,2%.

Cirio ha inoltre ricordato gli oltre 100 milioni di euro destinati dalla Regione al comparto vitivinicolo, tra investimenti aziendali, promozione sui mercati, sviluppo dell’enoturismo e uno stanziamento straordinario di 1,7 milioni di euro per sostenere le produzioni maggiormente colpite dalla crisi internazionale.

Una risposta ritenuta però insufficiente dal Partito Democratico. «Non bisogna commettere l’errore di pensare che le eccedenze riguardino soltanto l’Asti Docg e alcuni vini delle Langhe e del Monferrato – dichiarano Alberto Avetta, Monica Canalis e Gianna Pentenero –. Lo stesso problema potrebbe presto interessare anche le produzioni della provincia di Torino, a partire dall’Erbaluce di Caluso Docg, dal Carema Doc, dal Canavese Doc, ma anche dal Freisa della collina torinese e dai numerosi vitigni autoctoni del Pinerolese e della Valle di Susa».

Secondo gli esponenti dem, la Giunta regionale avrebbe sottovalutato il problema negli ultimi anni. «Le difficoltà del comparto non possono essere giustificate soltanto con la situazione geopolitica – proseguono –. La chiusura del mercato russo è nota ormai da quattro anni. Oggi siamo costretti a rincorrere l’emergenza. Lo stanziamento di circa 1,6 milioni di euro per affrontare il problema delle giacenze rappresenta un primo passo, ma non basta».

Per il Pd occorre ora definire una strategia di lungo periodo, con misure preventive sulla gestione della produzione e risorse adeguate per sostenere il settore. «Serve mettere a frutto l’esperienza maturata e assumere impegni concreti – concludono Avetta, Canalis e Pentenero –. Senza interventi strutturali il rischio è che domani anche eccellenze come l’Erbaluce, il Carema, il Canavese Doc, il Freisa e gli altri vini del Torinese possano trovarsi nella stessa situazione delle denominazioni oggi in difficoltà, con il concreto pericolo che parte della produzione finisca destinata all’acetificazione».

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