
Economia: ingegneri, informatici e sanitari sempre più difficili da trovare: il Piemonte guida la domanda di Reliability Engineer
Il mercato del lavoro italiano continua a fare i conti con una crescente difficoltà nel reperire profili qualificati, soprattutto nei settori dell’ingegneria, della tecnologia e della sanità. A fotografare il fenomeno sono gli ultimi dati dell’Indeed Hiring Lab, che ha individuato le professioni “hard to fill”, cioè quelle per cui gli annunci ricevono il minor numero di candidature rispetto alla media nazionale.
In cima alla classifica figurano ingegneria industriale ed elettronica, con il 76% di candidature in meno rispetto alla media, seguita da sviluppo software (-72%), farmacia (-71%) e ingegneria meccanica (-70%). In forte sofferenza anche information design e ricerca (-68%), tecnici sanitari (-67%), ingegneria civile (-60%), matematica e statistica (-58%), bellezza e benessere (-57%) e medicina e chirurgia (-57%).
«Le maggiori difficoltà si concentrano nell’ambito ingegneristico e tecnologico, oltre che in quello sanitario», spiega Lisa Feist, economista di Indeed, sottolineando come anche i profili legati alla gestione dei dati e alla statistica registrino flussi di candidatura molto inferiori alla media.
Dal punto di vista territoriale è la Lombardia a registrare la maggiore pressione, risultando la regione con il più alto volume di annunci nei settori difficili da coprire. Particolarmente significativo il caso di matematica e statistica, dove il 50% delle offerte pubblicate in Italia si concentra proprio in Lombardia. Lazio e Veneto seguono nelle principali categorie.
Il dato più rilevante per il Piemonte riguarda però la figura del Reliability Engineer, risultata in assoluto la mansione più difficile da ricoprire: gli annunci ricevono il 95% di candidature in meno rispetto alla media. Il Piemonte concentra il 27% delle offerte nazionali per questo profilo, davanti all’Emilia-Romagna con il 22%.
L’analisi è stata realizzata sugli annunci pubblicati su Indeed tra gennaio e giugno 2026, prendendo in esame i settori con almeno 500 offerte e il numero di candidature ricevute nei primi 30 giorni dalla pubblicazione.
Il quadro evidenzia un mismatch sempre più marcato tra domanda e offerta: mentre imprese e strutture sanitarie cercano competenze tecniche e specialistiche, il numero di candidati disponibili resta insufficiente proprio nei comparti considerati strategici per la crescita economica, la digitalizzazione e l’assistenza sanitaria.