07/07/2015

Economia

Turismo, Agliè e Venaria come i castelli della Loira

Agliè

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Sono state dichiarate dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, eppure fino ad adesso sono state sottovalutate e non valorizzate come meritano, non solo perché rappresentano il simbolo storico dell’epopea che ha portato all’Unità d’Italia, ma anche perché alla loro realizzazione hanno lavorato gli architetti e gli artisti più famosi del Settecento e dell’Ottocento. Le residenze sabaude, finalmente diventano parte di un unico circuito turistico integrato. Che cosa vuol dire? Che, grazie al progetto ideato e provato dal direttore della Reggia di Venaria Mario Turetta, sarà possibile visitare e ammirare le residenze sabaude utilizzando  un unico biglietto e un unico brand. L’obiettivo: unire e valorizzare le attrattive del territorio canavesano per realizzare una veduta d0insieme.

Un po’ come hanno fatto, già da qualche decennio i francesi con i famosi castelli della Loira, meta assidua, ogni anno, di milioni di visitatori. Con il medesimo biglietto sarà possibile visitare il Palazzo Reale di Torino, Palazzo Madama, il castello di Racconigi, la Palazzina di caccia di Stpinigi e il castello Ducale di Agliè. L’iniziativa, unica nel suo genere in tutta Italia, è coordinata dal Ministero dei Beni Culturali dal Comune di Torino, dalla regione Piemonte e dalla Fondazione Compagnia di San Paolo.

Sede del coordinamento sarà proprio Venaria. Va da sé che la realizzazione del circuito integrato richiede un po’ di tempo per la sua realizzazione. Almeno un anno dicono. Ma alla fine, i turisti potranno fare affidamento su un sistema più efficiente di mezzi pubblici e sulla possibilità di poter acquistare un abbonamento che consenta l’accesso a tutte le sette residenze sabaude presenti sul territorio regionale.

L’iniziativa fa parte del progetto di valorizzazione di un patrimonio che è ancora sconosciuto a molti, in special modo ai piemontesi. Un’iniziativa che si potrebbe estendere a tutte le antiche e storiche dimore della Regione e che sia legata anche alla riscoperta della trazione eno-gastronomica piemontese.

Un modo efficace affinché il turismo organizzato e razionalizzato, contribuisca alla crescita economica di un indotto ancora troppo asfittico.

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