Strambino, il giornalista Cristiano Magdi Allam ospite della Lega: “L’Islam rappresenta un pericolo”

17/12/2016

S’intitola “Io e Oriana” il nuovo libro scritto dal giornalista, scrittore ed ex europarlamentare Cristiano Magdi Allam. Il volume è stato presentato nella serata dedicata al delicato e scottante tema dell’immigrazione voluto e promosso dalla Lega Nord Canavese e che si è svolta nel salone polifunzionale del Comune di Strambino. La serata è stata caratterizzata. Oltre che dalla presenza di relatori d’eccezione, dalla presenza di un foltissimo pubblico che ha sfidato nebbia e freddo pungente per assistere al dibattito. Il libro “Io e Oriana” si basa sul carteggio e sulla solida amicizia che hanno legato la grande giornalista e scrittrice fiorentina Oriana Fallaci e Cristiano Magdi Hallam. All’incontro ha preso parte anche la professoressa Anna Bono, ricercatrice e docente all’Università di Torino, e il segretario nazionale della Lega Nord Piemont, Riccardo Molinari. Gli interventi sono stati introdotti da Cesare Pianasso e da Giuliano Balzola, segretari provinciale e della Circoscrizione di Ivrea della Lega Nord.

“Siamo assistendo ad un fenomeno anomalo – ha esordito Anna Bono – perché laddove in tutti gli altri Paesi europei l’afflusso di immigrati è crollato del 55% nel 2016, in Italia è aumentato, passando dai 150mila del 2015 agli oltre 170mila di quest’anno. Un aumento ancor più considerevole se si considera che gli altri Paesi europei hanno posto il veto a nuovi arrivi, obbligandoci quindi a mantenerne una quota sempre più cospicua sul nostro territorio”. Ma come è possibile che tutte le altre rotte dell’immigrazione abbiano ridotto così il traffico di persone? E’ presto detto. “La Spagna e i Paesi balcanici hanno bloccato le rotte di terra, costruendo o rinforzando muri e recinzioni, mentre l’accordo tra l’UE e il presidente Erdogan ha fatto sì che molti degli immigrati sbarcati sulle coste elleniche siano stati rispediti in Turchia – ha spiegato ancora la Bono, che ha poi posto l’accento sui costi dell’immigrazione per l’Italia – La previsione di spesa per il 2017 è di oltre 4 miliardi di euro. Oltre ai costi giornalieri per utente, bisogna infatti sommare le spese sanitarie, visto che sono totalmente gratuite, e quelle legali. Ogni richiedente asilo, infatti, in Italia può opporsi al diniego della Commissione territoriale in appello e poi anche in Cassazione, ottenendo tra l’altro un patrocinio legale gratuito, sempre a spese della collettività. Questo fatto, oltre a comportare un aggravio di costi (circa 60 milioni di euro), allunga notevolmente la permanenza sul territorio di persone che non hanno diritto all’asilo, ma che continuano a usufruire dei benefit del sistema dell’accoglienza. Il tutto a carico del contribuente italiano”.

“I numeri parlano chiaro, non ammettono smentite – ha sottolineato Riccardo Molinari – nel 2015 appena 3500 persone hanno ottenuto lo status di profugo su 150mila sbarcati, e quest’anno solo 4500 su 170mila. E’ evidente che stiamo dilapidando risorse ingentissime, per di più in un periodo di grave crisi economica, per persone che non ne avrebbero diritto. Risorse nostre, le nostre tasse, perché l’Europa contribuisce in maniera irrisoria. L’accoglienza ci costa 4 miliardi di euro, ossia il gettito dell’Imu, che invece di essere a disposizione degli enti locali, dei nostri Comuni, vengono sprecati per mantenere una massa di clandestini. Ma a chi interessa il perdurare di questa situazione? Paradossalmente interessa all’Isis, che lucra sulla tratta di persone che attraversano il Mediterraneo, e che quindi indirettamente finanziamo alimentando e agevolando il flusso migratorio. Poi interessa al sistema clientelare delle cooperative, in massima parte di sinistra. Ma soprattutto interessa ai grandi poteri della finanza globalizzata, che vogliono alimentare disordine ed eliminare valori comuni ed identità culturali, per trasformare l’Europa in una massa informe di manodopera a basso costo. Ed è quello che sta succedendo, perché stiamo scambiando questa massa di clandestini senza alcuna istruzione, né professionalità, con i nostri giovani laureati che per avere un futuro sono costretti ad emigrare”.

E non è tutto: il pericolo derivante da una immigrazione massiccia e incontrollabile non è solo economico, è anche e soprattutto culturale, come ha spiegato in conclusione Magdi Cristiano Allam, senza usare perifrasi o mezzi termini. “Come aveva vaticinato Oriana Fallaci più di dieci anni fa, stiamo procedendo verso un’islamizzazione demografica delle nostre terre. Un pericolo terribile per i nostri valori, la nostra cultura, la nostra civiltà. Perché l’Islam rappresenta l’odio. L’Islam è storicamente e fisiologicamente conflittuale – ha spiegato, salutando la presenza in platea di due esponenti dei cristiani copti d’Egitto presenti in sala, nel ricordo del terribile attentato di pochi giorni fa – Il dramma è che la nostra società si è auto-imposta di sospendere l’uso della ragione per non dire o pubblicare nulla di critico nei confronti del Corano e di Maometto. Il paradosso è che acconsentiamo che sia fatta satira nei confronti dei simboli della cristianità, ma non accettiamo che lo sia nei confronti dell’Islam. Io ho scelto di abiurare questa religione quando ho scoperto che non esiste, né può esistere un Islam moderato. Ma il problema è che abbiamo paura di guardare in faccia alla realtà del mondo musulmano, perché abbiamo perso la fiducia nella nostra civiltà. E in questo la nostra situazione ricorda molto da vicino la fine dell’Impero romano nei suoi quattro aspetti principali: la crisi demografica dovuta al calo delle nascite; l’afflusso indiscriminato di popolazioni barbare; la crisi economica e la crisi dei valori sui quali era fondata la società romana. A ben vedere, gli elementi di paragone ci sono tutti: sta a noi evitare che l’esito sia il medesimo”.

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