
Il Comune di Sparone lascia l’Unione Gran Paradiso: l’uscita accende lo scontro tra i sindaci
L’uscita del Comune di Sparone dall’Unione Montana Gran Paradiso continua a far discutere. La decisione dell’Amministrazione comunale, formalizzata lo scorso 25 giugno dopo tredici anni di appartenenza all’Ente, è stata al centro dell’ultimo Consiglio dell’Unione, riunito mercoledì 29 luglio, dove non sono mancati interventi critici da parte dei rappresentanti degli altri Comuni.
Più che la scelta in sé, a suscitare malumori sono state soprattutto le modalità con cui è stata comunicata. Il vicesindaco di Ceresole Reale, Mauro Durbano, ha raccontato di aver appreso la notizia «dall’albo pretorio, leggendo per caso l’ordine del giorno», definendo quanto accaduto «istituzionalmente indignitoso». Dello stesso tenore il commento del presidente dell’Unione e sindaco di Ribordone, Guido Bellardo Gioli, che ha evidenziato come non sia arrivata «nemmeno una lettera di accompagnamento alla delibera comunale».
A spiegare le ragioni dell’uscita è stato il vicesindaco di Sparone, Fabrizio Bertoldo, secondo il quale il Comune sente la necessità di intraprendere un percorso fondato su una diversa «visione d’intenti». Tra le motivazioni illustrate anche la questione dello spopolamento scolastico verso il plesso di Locana, fenomeno che, secondo Bertoldo, sarebbe favorito dai servizi gratuiti di mensa e trasporto garantiti dal Comune limitrofo.
Una ricostruzione contestata dal consigliere di Alpette ed ex presidente dell’Unione, Silvio Varetto, che ha ricordato come la scelta della scuola spetti esclusivamente alle famiglie. Sulla stessa linea il vicesindaco di Locana, Mauro Guglielmetti, che ha attribuito le preferenze dei genitori a dinamiche familiari piuttosto che ai servizi offerti.
Nel corso del dibattito sono state respinte anche le accuse di una gestione squilibrata delle risorse economiche. Durbano ha ricordato gli investimenti destinati a Sparone, tra cui quelli per la ciclovia del Gran Paradiso, oltre al sostegno fornito nella vicenda ASA, sottolineando come il Comune abbia beneficiato di particolare attenzione da parte dell’Unione. Varetto ha quindi criticato l’astensione della minoranza di Sparone durante la votazione sull’uscita, affermando che «l’Unione non è una mucca da mungere».
Anche le osservazioni mosse sulla gestione della Protezione civile sono state respinte dagli amministratori, che hanno ricordato come proprio a Sparone fossero state affidate la delega e la sede operativa del servizio. Secondo diversi interventi, tra cui quelli dell’ex sindaca e consigliera di minoranza Maria Laura Nugai e dello stesso Durbano, le motivazioni dell’uscita sarebbero invece riconducibili principalmente alle difficoltà legate alla gestione condivisa del personale.
La seduta si è conclusa con la presa d’atto ufficiale dell’uscita di Sparone dall’Unione Montana Gran Paradiso e con l’augurio, espresso dagli amministratori presenti, di un proficuo percorso futuro per il Comune, pur in un clima segnato da evidenti tensioni istituzionali.