14/10/2015

Economia

Sparone, è allarme per il futuro dell’ex Ims. Oggi sciopero di due ore

Sparone Canavese

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Le voci che circolano (non ufficialmente confermate) sulla presunta chiusura dello stabilimento dell’ex Ims di Sparone, evocano oscuri scenari e preoccupano non poco i 210 dipendenti che oggi hanno deciso di incrociare per due ore le braccia. Un gesto dimostrativo che dà la dimensione di quanto siano forti i timori dei lavoratori in un momento in cui le attività produttive della Valle Orco sono state letteralmente falcidiate dalla recessione economica. Timori che la Fim-Cisl di Torino e Canavese condivide pienamente.

L’ex Ims, oggi Mdt, possiede due impianti produttivi: uno a Sparone a l’altro a Druento che occupano 350 persone. All’inizio di quest’anno è stata rilevata dal Gruppo Tiberina di Roma che di fatto ha salvato la società dal fallimento. Un’operazione condivisa da tutte le Rsu ma non dalla Fiom territoriale. A suo tempo nell’accorso sottoscritto tra la nuova proprietà e le organizzazioni sindacali, era previsto il pagamento dei debiti accumulati dalla gestione precedente e nuovi investimenti per rilanciare l’attività industriale. Poi i primi segnali preoccupanti: per far fronte a nuovi carichi produttivi ha deciso, unilateralmente il trasferimento di una ventina di dipendenti da Sparone a Druento.

Una decisione che ha creato notevoli disagi, anche dal punto di vista famigliare, ai dipendenti interessati. La Fim-Cisl non intende sottovalutare la situazione e ha chiesto un incontro urgente con l’assessore al Lavoro della Regione Piemonte Gianna Pentenero. Il Motivo? Fare chiarezza una volte per tutte, in una sede istituzionale, sugli effettivi carichi di lavoro dei due siti produttivi. In allarme anche la Fiom-Cgil che la scorsa settimana ha incontrato molti sindaci del territorio interessato. I timori permangono, almeno fino a quando lavoratori e organizzazioni sindacali non saranno rassicurati in modo definitivo.

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