21/07/2015

Economia

San Benigno, per la bonifica della ex Ecorecuperi il comune rischia il default

San Benigno

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E’ proprio una bella “grana” quella che il Comune di San Benigno deve gestire relativa alla vicenda della ex Ecorecuperi, distrutta nel novembre del 1994 da un incendio. Il Tribunale amministrativo regionale ha annullato l’ordinanza emessa nel 2005 dall’Amministrazione che obbligava la Green Piemonte, proprietaria dell’area, a provvedere alle operazioni di bonifica. Ora, se dovrà essere il Comune a eseguire lavori che comportano costi altissimi, ancora difficilmente quantificabili, l’ente rischierà il fallimento.

Il sindaco di San Benigno Maura Geminiani non nasconde la propria preoccupazione e quella di tutta la Giunta municipale. Non si esclude il ricorso in Appello. Intanto l’Amministrazione ha chiesto auto anche alla regione Piemonte.

UNA VICENDA COMPLESSA

In sintesi: il 10 novembre 1994 un incendio devasta i capannoni dell’azienda che si occupa dello smaltimento rifiuti. L’azienda proprietaria fallisce due anni dopo senza aver bonificato l’area. La Regione, su richiesta del Comune, stanzia 1 miliardo e 200 milioni di lire per dar l’avvio ai lavori di bonifica.

Nel contempo l’area dove sorgevano i capannoni va all’asta che sarà vinta dalla Servizi Industriali. Poi l’ennesimo passaggio di mano: i terreni vanno alla Green Piemonte. A questo punto sarebbe stato compito della Green Piemonte rimettere in sesto i terreni, ma i soldi stanziati non sono sufficienti.

Il Comune emette un’ordinanza nel 2005 ordinando la bonifica. L’azienda proprietaria non ci sta e fa ricorso al Tar. Dopo dieci anni di attesa la sentenza arriva, accoglie il ricorso e annulla l’ordinanza emessa dal sindaco.

Ora se toccherà al Comune provvedere alla bonifica, altro che sforamento del patto di stabilità. Si profila lo spettro della bancarotta.

Dov'è successo?

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