Rostagno: “la Città Metropolitana dovrà fare i conti con il Canavese”

08/07/2015

L’abolizione della Provincia, coincisa con la nascita della Città Metropolitana può forse costituire un’opportunità per le Aree Omogenee (ossia i raggruppamenti di comuni vicini tra loro). Quel che è più importante è fare sinergia per costruire un sistema territoriale in grado di far sentire la propria voce nello sviluppo e nel rilancio dell’economia.

Alberto Rostagno, sindaco di Rivarolo Canavese è il portavoce in seno al Consiglio dell’Area Metropolitana del Canavese Occidentale, affiancato nella carica dal primo cittadino di Levone Maurizio Giacoletto. Nei dieci mesi in cui rimarranno in carica dovranno fare in modo che il Canavese si riappropri della propria identità politica e amministrativa e faccia valere al meglio le proprie ragioni e le potenzialità di cui dispone e che non sono poche. Quel che conta è superare i campanilismi che in quest’area non sono mai mancati.

“E’ vero che possono creare qualche problema – ammette Alberto Rostagno – ma i tempi sono cambiati, così come sono cambiate le esigenze. Adesso dobbiamo fare il modo che il Canavese rivesta un ruolo di primo piano nel panorama della Città Metropolitana”. Sono due i temi sui quali i neo rappresentanti dei 46 comuni che fanno parte di quella che in gergo politichese è stata definita Area Omogenea: i trasporti e la riqualificazione delle grandi infrastrutture. “In un moderno sistema di Area vasta a mio giudizio è importante che i trasporti siano potenziati a vantaggio del territorio nel quale viviamo – spiega Rostagno -. Ciò significa che sarà necessario che la metropolitana deve consentire ai passeggeri di raggiungere ogni angolo dell’ex provincia, Canavese compreso”.

E poi c’è l’attualissimo tema delle infrastrutture, rete stradale in primis. “E’ impensabile che nell’ottica di una vera Città Metropolitana la nostra rete stradale rimanga nelle condizioni in cui si trova ed è impensabile che una persona colpita da infarto a Ceresole debba viaggiare per ore su strade poco percorribili per raggiungere ospedale di Ivrea o quello di Ciriè. Sto anche pensando alle altre infrastrutture che sono necessarie per il rilancio del nostro territorio e che sarà possibile realizzare attraverso i fondi messi a disposizione dalla Comunità Europea”. Ma è soltanto attraverso la condivisione degli obiettivi e la sinergia tra i 46 comuni sarà possibile ottenere risultati concreti.

“Soltanto se saremo uniti potremo contare di più – conclude il primo cittadino di Rivarolo -. E il Canavese ha, a mio parere, un’estrema necessità di vedersi riconosciuta quell’importanza che si è conquistata nei decenni, soprattutto dal punto di vista economico”.

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