30/12/2015

Politica

Rivarolo Canavese: il sindaco Rostagno pensa alla creazione del Supercomune canavesano

Rivarolo Canavese

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Un anno positivo caratterizzato da un lavoro proficuo, checchè ne dicano le opposizioni. Nel corso della tradizionale conferenza stampa che ha avuto luogo nella mattinata di lunedì scorso alle 11,00, a Palazzo Lomellini, sede istituzionale del Comune di Rivarolo, il sindaco Alberto Rostagno ha colto l’occasione per illustrare in sintesi l’annuale attività amministrativa attuata dall’amministrazione comunale. Tra gli altri argomenti trattati, il primo cittadino ha posto l’accento sul fatto che, se il territorio compreso nell’Area Omogenea del Canavese Occidentale, della quale è portavoce, intende affrontare il futuro nell’ottica di uno sviluppo e di una solidità amministrativa ed economica, l’obiettivo da raggiungere non può non essere quello della fusione dei comuni.

Un analogo progetto è allo studio nell’Eporediese. L’iniziativa, che dovrebbe dar corpo a una sorta di “Supercomune”, deve tenere conto dei giustificabili campanilismi ma deve anche raggiungere il traguardo di conseguire importanti e inevitabili economie di scala. A giudizio del sindaco di Rivarolo Canavese è necessario redarre un progetto che, attraverso Municipalità elettive, garantisca la tutela delle identità e i servizi locali per i cittadini.

Alberto Rostagno non ha dubbi: il supporto dello Stato è sempre debole e il territorio deve poter contare sugli strumenti che l’attuale legislazione mette a disposizione della fusione dei comuni dato che, soprattutto per le piccole municipalità, mantenere l’equilibrio di bilancio e assicurare i servizi ai cittadini senza ritoccare significativamente le tariffe. “I contributi statali vengono erogati in percentuale maggiore per dieci anni. Oltretutto sono previsti contributi regionali e, cosa non meno importante l’esenzione del rispetto del famigerato patto di stabilità – spiega Alberto Rostagno -. Nel caso della fusione dei comuni è anche contemplata la possibilità di eliminare la centrale di committenza, ma ciò che realmente serve, è la volontà di governare la trasformazioni. Noi faremo la nostra parte senza se e senza ma. Ringrazio la mia squadra e i dipendenti comunali: da soli non si va nessuna parte. Noi crediamo che a fare la differenza sia il gioco di squadra ed è questo obiettivo che intendiamo perseguire. Il nostro compito è quello di pensare alle città di domani”.

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