
Nuova Ztl in viale Cavour a Chivasso, il consigliere Prestìa all’attacco: «La Giunta insiste con la fabbrica delle multe»
La nuova Zona a traffico limitato di viale Cavour, all’altezza della scuola dell’infanzia Bambi, accende nuovamente il confronto politico a Chivasso. Dopo l’annuncio dell’Amministrazione comunale sull’attivazione del nuovo varco elettronico, prevista in via sperimentale a settembre e a pieno regime dal 1° ottobre 2026, il capogruppo della lista civica “Per Chivasso”, Bruno Prestìa, torna a criticare duramente la scelta della Giunta.
«Esprimiamo ferma contrarietà all’estensione della rete dei varchi elettronici cittadini – dichiara Prestìa –. Avevamo già chiesto la rimozione delle telecamere e il ritorno a sistemi di protezione attiva, ma l’Amministrazione ha deciso di proseguire su una strada che, a nostro giudizio, ha come unico risultato quello di fare cassa a danno delle famiglie e delle attività commerciali».
Secondo il consigliere comunale, il sistema delle Ztl scolastiche avrebbe evidenziato negli ultimi mesi «profonde criticità», sia sotto il profilo dell’efficacia sia sotto quello della trasparenza. Prestìa sostiene che la segnaletica sarebbe in alcuni casi insufficiente o poco visibile e che il sistema elettronico abbia determinato un numero elevato di sanzioni, aggravato anche dai costi di notifica dei verbali.
Il capogruppo di “Per Chivasso” evidenzia inoltre come, davanti alla scuola Bambi, la sicurezza fosse già garantita dalla presenza dei nonni vigile e dalle transenne mobili utilizzate negli orari di ingresso e uscita degli alunni. «Sostituire un presidio fisico con una telecamera – afferma – significa intervenire soltanto dopo che l’infrazione è stata commessa. La multa arriva settimane dopo e non impedisce materialmente il passaggio dei veicoli quando potrebbe verificarsi una situazione di pericolo».
Prestìa ritiene inoltre che le limitazioni introdotte possano avere ripercussioni anche sul tessuto economico cittadino. «Le restrizioni orarie e il timore delle sanzioni rischiano di allontanare clienti provenienti sia da Chivasso sia dai Comuni vicini, favorendo la desertificazione commerciale del centro a vantaggio delle grandi strutture di vendita periferiche».
Il consigliere ricorda infine di aver presentato una mozione con la quale chiedeva la rimozione dei varchi elettronici e la sospensione del provvedimento per aprire un confronto con cittadini, commercianti e categorie economiche. «Non c’è stata alcuna disponibilità al dialogo – conclude Prestìa –. Continueremo a dare battaglia in ogni sede contro questo modello di città».