04/02/2020

Lavoro

Rivara, chiude nel 2021 la “Canavera&Audi”. Raggiunto l’accordo sui 40 lavoratori in esubero

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Rivara, lo stabilimento della storica azienda di stampaggio “Canavera&Audi” chiuderà definitivamente i battenti. Una brutta notizia per l’economia locale e ancora peggiore per i 40 esuberi dichiarati dall’azienda. Dopo due mesi di defatiganti trattative sindacali è stato finalmente sottoscritto al Ministero del Lavoro un accordo. A ufficializzare la notizia è la Fim-Cisl di Torino e Canavese che sottolinea come l’accordo prevede una gestione degli esuberi in modo meno traumatico. Questi i punti dell’accordo: concessione di un anno di cassa integrazione a partire dal prossimo 16 febbraio e slittamento della cessazione dell’attività al prossimo mese di febbraio 2021, erogazione dell’assegno di ricollocazione e sgravi economici per le aziende che assumeranno i lavoratori in esubero. La chiusura del sito di Rivara consentirà all’azienda di concentrare le risorse economiche negli stabilimenti di Corio e Cafasse dove il calo delle commesse è stato meno evidente.

“Il mix di provvedimenti ottenuti potrà essere di aiuto, in questo difficile contesto, dando una finestra temporale più ampia e maggiori strumenti per un percorso di ricollocazione – dichiara Vito Bianchino, della Fim-Cisl -; resta comunque un duro colpo per i lavoratori e al territorio verrà meno un’altra azienda storica, rilevata dalla Canavera & Audi nel 1985 ma le cui origini risalgono all’inizio del ‘900.Aziende come Facem, Ilsam e Oms sono solo alcuni degli esempi di aziende virtuose Canavesane che, pur in un momento di congiuntura sfavorevole, stanno investendo ed innovando tecnologicamente in questo particolare settore – prosegue Bianchino -. Questo vuol dire che una parte importante della capacità competitiva dell’azienda e di conseguenza la capacità di reggere in un mercato così complesso, è collegata alle scelte di prospettiva che si pongono le aziende stesse. In mancanza è ovvio che le conseguenze negative sono purtroppo scontate ed i lavoratori ne pagano il prezzo maggiore” Audi nel 1985, ma le cui origini risalgono ai primi decenni del 900″.

L’esponente sindacale sottolinea che, al di là di tutto, lo stampaggio a caldo in Canavese, pure se ridimensionato rispetto al passato e che continua a rappresentare un importante bacino occupazionale ed economico del territorio. ” La sua difesa però non può essere lasciata solo alle iniziative delle singole imprese – conclude Vito Bianchino -, ma va sostenuta Istituzionalmente da politiche mirate che possano anche favorire un maggior sostegno finanziario agli ingenti investimenti necessari per una innovazione complessiva del settore”.

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