23/08/2015

Economia

IL PUNTO: Economia, i Paesi sui quali puntare nei prossimi 15 anni

Canavese

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Come cambieranno le forze economiche degli stati nei prossimi 15 anni? Una domanda ricorrente che è di assoluto interesse per gli investitori istituzionali. Riuscire a comprendere per tempo le mutazione degli equilibri mondiali è una delle informazione più importanti al mondo. Non per nulla l’attendibilità di questi dati è tra le più difficili da costruire.

“Tra gli osservatori economici mondiali più blasonati troviamo il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, Il dipartimento dell’Agricoltura Americana e la Cia – spiega l’imprenditore canavesano Fabrizio Rosboch -. È proprio dalle pubblicazioni di questi enti che traiamo le nostre riflessioni. Come ben sappiamo, tuttavia, le previsioni mutano le aspettative cambiando inevitabilmente la realtà. Sono trattate, infatti, come profezie che si autorealizzano o si autodistruggono e forti di questa consapevolezza trattiamo le analisi come pure indicazioni di tendenze economiche senza la presunzione di certezza”.

In sostanza, a detta di Fabrizio Rosboch, in questo contesto gli Stati Uniti dovrebbero aumentare il proprio bilancio annuale dai 16.800 miliardi di dollari del 2014 ai 24.800 miliardi di dollari del 2030. Una crescita percentuale del 47% in 15 anni. Sviluppo che li confermerebbe ancora leader mondiali. “Al secondo posto troviamo la Cina che dai 9.240 miliardi di dollari del 2014 dovrebbe raggiungere i 22.200 miliardi del 2030. Una crescita impressionante che, se si realizzassero le aspettative, potrebbe raggiungere la cifra impressionante del 140 % in 15 anni”.

E non è tutto: la terza forza economica sconvolgente sarà l’India con i suoi 1.900 miliardi di dollari del 2104 che passerebbero ai 6.600 miliardi di dollari nel 2030. Questa previsione se confermata renderebbe l’India il paese con il tasso di crescita più elevato al mondo, paria al 247 % in 15 anni. Seguendo la classifica al quarto posto troviamo il Giappone seguito dalla Germania e poi dal Brasile”. In conclusione: se ci si attiene allo stesso metodo di analisi, l’Italia si attesterebbe all’11a posizione mondiale, passando dai 2.150 miliardi di dollari del 2014 ai 2.300 miliardi nel 2030. Un tasso di crescita verosimilmente vicina al 7 % in 15 anni pari allo 0,5 % annuo. Una stima che l’Istat ha recentemente confermato in toto.

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