Il Bitcoin e il default della Repubblica de El Salvador. Ma le criptovalute sono così convenienti?

12/07/2022

In questi giorni si parla del default del El Salvador, che ha il proprio debito pubblico svalutato di oltre il 60%, ed il presidente Nayib Bukele vorrebbe trasformare il proprio debito in bitcoin, ovvero concedere lo status di valuta legale al bitcoin. Naturalmente il Fondo monetario internazionale non gradisce che il Paese voglia adottare queste politiche.
Prima cerchiamo di capire che cosa è il debito pubblico. È il debito che lo Stato ha nei confronti di altri soggetti pubblici o privati, nazionali ed internazionali. Il governo lo effettua con le emissioni di obbligazioni, in Italia BOT BTP ecc.

Cosa è il Bitcoin?

È la più importante criptovaluta, è una valuta che non ha corso legale, inquanto è espressione imprenditoriale di chi la emette:
“• le monete virtuali non hanno corso legale in quasi nessun angolo del pianeta e dunque l’accettazione come mezzo di pagamento è su base volontaria;
• le monete virtuali non sono regolate da enti centrali governativi, ma sono generalmente emesse e controllate dall’ente emittente secondo regole proprie, a cui i membri della comunità di riferimento accettano di aderire;
• ci sono Stati che hanno deciso di sperimentare, sotto il proprio controllo, l’utilizzo di moneta virtuale nei propri Paesi (per esempio l’Uruguay con l’e-peso) o ne hanno annunciato il loro utilizzo senza che però si abbiano maggiori informazioni al riguardo (es. il Venezuela con il Petro) o, ancora, che abbiano in cantiere iniziative al riguardo (fonte Consob).

Come sostengono le Autorità europee di vigilanza esistono dei rischi nell’acquistare questo tipo di valute.
Queste possono attirare la criminalità, che potrebbe farne un uso scorretto per riciclare denaro sporco o per finanziare attività illegali. Esiste il rischio di perdita del capitale, in caso di fallimento o di fine attività o di condotte fraudolente delle piattaforme per lo scambio. Elemento importante è anche il tema della sicurezza e dei rischi operativi.

Ma allora se proprio volessi acquistare una criptovaluta senza correre tutti questi rischi, come devo fare?

Occorre rivolgersi ad un consulente finanziario, che lavori presso una Banca innovativa, che abbia al suo interno una partnership con un gestore italiano di criptovalute, la banca a questo punto farà da mediatore, poiché non sono considerati investimenti. La detenzione di bitcoin può essere equiparata alla conservazione di valute (in questo caso digitali) diverse dall’euro.
L’ambiente in cui si opererà sarà quello del proprio conto corrente sia per l’acquisto che per la vendita, quindi non bisognerà inviare soldi all’estero. Inoltre, il consulente, fornirà le indicazioni di come fare, se doveste perdere la chiave di accesso per recuperare i vostri bitcoin, come gestire ad esempio la plusvalenza.

Se utilizzerò una piattaforma italiana non dovrò indicare l’operazione nel quadro RW della dichiarazione dei redditi, ed infine in caso di successione, saprà indicarmi come dovrò fare per ricevere quei soldi e se lo dovrò dichiarare.
La cosa più importante sarà sapere cosa vorrò fare ed i rischi che vorrò prendermi, in questo caso solo quelli legati al valore del Bitcoin.

Massimiliano Salato

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