13/01/2016

Politica

Fusione tra comuni, Rostagno spegne le polemiche: “Rivarolo non è una città accentratrice”

Rivarolo Canavese

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L’ipotesi di una fusione dei comuni dell’Alto Canavese Occidentale in un unico organismo, prospettato dal sindaco di Rivarolo Canavese Alberto Rostagno, ha sollevato, com’era prevedibile, un vespaio di polemiche e commenti, in particolare sul presunto desiderio accentratore dell’Amministrazione rivarolese e sull’impressione che si tratti di un escamotage per creare nuovi posti di potere nel sottobosco politico. Dal canto suo, Alberto Rostagno, primo cittadino di Rivarolo, smentisce che le supposizioni siano essere veritiere e ribadisce che la sua proposta non si basa affatto sull’intenzione di fare in modo che la città possa rivestire in ruolo di assoluto primo piano: “Mi aspettavo che la mia proposta creasse qualche vivace discussione tra la gente e, soprattutto, tra i miei colleghi amministratori – spiega -. Campanilismi a parte, che posso anche comprendere, qui c’è in gioco l’interesse di un intero territorio. Come ho già avuto modo di spiegare, la fusione (prospettata anche nell’Eporediese, ndr) mira a creare notevoli economie di scala, ad avere un solo sindaco, una sola giunta comunale e i prosindaci in qualità di consiglieri. Oltretutto in questo caso non è previsto il rispetto del patto di stabilità e, cosa più importante, per vent’anni si possono ottenere congrui contributi che andrebbero a vantaggio di tutta la comunità”.

Il timore è che il super-comune influisca sull’identità e autonomia dei centri urbani più piccoli. Ed è questo timore che lamenta, forse in maniera un po’ troppo esasperante, la lunga guerra dei campanili che divide il Canavese. La stessa guerra che trent’anni fa impedito la realizzazione (in tempi era ancora possibile) dell’Ospedale unico del Canavese a San Bernardo d’Ivrea. “E’ bene chiarire fin da subito che Rivarolo non di candida alla guida della fusione come qualcuno teme – precisa il sindaco Alberto Rostagno -. Potrebbe benissimo essere qualcun altro comune. A mio giudizio è necessario che inizia a parlarne seriamente nell’interesse di tutti perché, in ogni caso, prima i poi si andrà in quella direzione. L’Area Omogenea del Canavese Occidentale, non solo consente al nostro territorio di avere un peso specifico maggiore nei confronti della Città Metropolitana, ma finalmente consente ai sindaci interessati di parlare tra loro e di intrattenere un dialogo costruttivo”.

Per quanto invece concerne l’ipotesi della creazione di nuovi posti di sottogoverno, Rostagno è lapidario: “Con le Unioni dei Comuni era probabilmente così. La fusione invece, è l’esatto contrario e consente alle amministrazioni che decideranno di partecipare, autonomia e pari dignità nella rappresentanza”.

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