09/01/2023

Politica

Ferrovia Torino-Ceres tra annunci roboanti e amare realtà. Sul tema interviene Italia Liberale e Popolare

Ceres

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La lunga odissea che ha riguardato la tratta ferroviaria Torino-Ceres non è finita: gli utenti dovranno attendere quasi un anno, per l’esattezza undici mesi, prima che poter usufruire del servizio di trasporto ferroviario. E la vicenda continua a far discutere. Sul tema interviene a gamba tesa Claudio Desirò segretario di Italia Liberale e Popolare.

“In questi giorni si fa un gran parlare dell’annunciata riapertura della tratta ferroviaria Torino – Ceres, strategica non solo per i collegamenti da e per l’aeroporto, ma per lo sviluppo economico e turistico della zona, nonché per i pendolari, di tutto il territorio compreso tra Basso Canavese e Valli di Lanzo. Un annuncio che, in qualche modo, fa sorridere per l’enfasi con il quale è stato dato: un anno prima dell’effettivo risultato, lo si dichiara come un obiettivo già raggiunto in questi giorni”.

Il segretario del movimento politico sottolinea che nell’annunciare questa, ancora distante, riattivazione completa della tratta, ci si dimentica dei disagi che tutta la zona coinvolta ha vissuto in questi anni e che vivrà ancora per i prossimi 11 mesi.

“Il bacino di comuni che va da Venaria fino alle Valli di Lanzo è stato privata di un’infrastruttura strategica tra errori strategici del passato (scollegamento dalla linea principale e spostamento Stazione Dora – ndr) e lungaggini nelle gare d’appalto e nei successivi cantieri che vedranno la loro chiusura a fine anno – aggiunge -. L’attitudine all’annuncio roboante sulle infrastrutture della zona sembra di moda: basti pensare all’apertura dello svincolo della bretella autostradale su Corso Venezia, annunciata quasi un anno fa e di cui si sono perse le tracce”.

“Tutto il territorio spera che le tempistiche, almeno nel caso della ferrovia, vengano rispettate, che il bacino di utenza possa tornare ad usufruire di un collegamento veloce e frequente con il Centro di Torino e che finalmente tutta la zona, compreso l’aeroporto, possano tornare ad essere strategici nella visione del futuro sviluppo dell’Area Metropolitana e dell’intero Piemonte”, conclude Claudio Desirò.

 

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