“Compra in valle”: l’Uncem lancia la campagna per salvare i negozi e la storia delle terre montane

30/07/2018

In Italia, 207 Comuni non hanno un negozio. Di questi, 91 sono in Piemonte, 34 in Lombardia. Dati (forniti da Istat) in continuo aumento, in crescita di un punto percentuale l’anno. Ecco perché salvare i negozi sotto casa, nei piccoli Comuni e nei centri delle aree montane, è una necessità. Uncem lancia la campagna “Compra in valle, la Montagna vivrà”, un impegno per i singoli e le comunità, per i turisti, un monito, una sfida sociale, culturale, economica e istituzionale. Contro la desertificazione commerciale, contro la chiusura dei negozi sotto casa, a favore di una nuova funzione delle botteghe, del commercio di prossimità che sceglie, assieme alle imprese agricole e artigiane del territorio, e anche di promuovere anche on line i propri prodotti, “vendendo” territorio e generando incoming turistico.

“Determinante è difendere e valorizzare i negozi sotto casa, schiacciati dai supermercati e dai centri commerciali aperti dagli anni ottanta a oggi. Non è sempre vero che i prodotti hanno dei sovraccosti”, spiega Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, che prosegue -. Nei Comuni montani, il negozio è un ancoraggio della comunità. Luogo di aggregazione prima ancora che di acquisto. Punto multifunzionale dove comprare alimentari, frutta, verdura, prosciutto e formaggi, biscotti e succhi di frutta, poi sigarette e giornali. Punto dove matura la comunità”. Eppure, solo in Piemonte oltre 90 Comuni non hanno più un negozio. La metà dell’intera Italia (elenco completo qui). Sempre in Piemonte, trecento su 1.205 hanno solo un esercizio commerciale. Sono cioè a rischio desertificazione.

“Servono scelte politiche chiare, ma anche una diversa consapevolezza della comunità che vive su un territorio. Regioni e Parlamento devono varare leggi che individuino sgravi fiscali, una fiscalità ‘di vantaggio’ e minor carico burocratico per chi possiede un negozio in un Comune montano, per chi avvia un’attività nelle Terre Alte, per chi vuole potenziare una piccola impresa, per chi apre una partita iva”, evidenzia il presidente dell’Uncem che rimarca come sia necessario incentivare i centri multifunzionali, i negozi che vendono prodotti e allo stesso tempo svolgono dei servizi. Qualche esempio pratico: alimentari che hanno anche il dispensario farmaceutico, edicole che sono anche cartolerie e posta, con sportello automatico per il prelievo di denaro vicino.
La questione è delicata: nelle aree montane quando chiude una scuola chiude un Comune, quando chiude un negozio, intere fasce di popolazione sono a rischio. Sono quelle più anziane, che hanno bisogno di vedere legati i servizi legati al commercio con efficaci servizi di trasporto, ‘a chiamata’, a metà tra car pooling e car sharing.

“Deve essere favorito l’e-commerce, anche partendo dai negozi e dalle imprese agricole esistenti (scegli il prodotto on line, lo ricevi a casa, è ottimo, ma poi devi andare a vedere il luogo dove viene prodotto) e vi devono essere supporti economici pubblici per la consegna dei prodotti agli anziani, anche grazie alla rete di volontariato o al servizio civile – conclude Marco Bussone -. L’Uncem ha chiesto al Ministero degli Affari regionali e delle Autonomie di accelerare l’assegnazione dei 20 milioni di euro (del Fondo nazionale integrativo per i Comuni montani) agli Enti locali per i progetti redatti nel 2017 proprio per il contrasto alla desertificazione commerciale nelle aree rurali e montane di Alpi e Appennini”.

Nella sostanza, a giudizio del’Uncem, salvare i piccoli negozi nei Comuni di montagna passa dalla nuova consapevolezza e dalle scelte culturali di chi vive e frequenta la montagna. L’Uncem lancia un appello: ” Chi sceglie la montagna per terme, passeggiate, arrampicate, sciare, per una giornata di relax, non si porti da casa panino, acqua, salame, formaggio. Si fermi a comprarli nel negozio della piazza del paese. Si fermi e pensi al grande valore del suo gesto. Chi vive in montagna, si faccia due calcoli e scelga la dimensione sociale vera, l’esercizio di prossimità, che conosce benissimo sia per i prodotti che vende, sia per il proprietario che te li offre. ‘Compra in valle, la Montagna vivrà’ deve essere vivo oggi. Scegliere il negozio sotto casa. Volergli bene. Chiedere anche che sia migliore, proporgli novità, opportunità, modernità, sorriso, accoglienza. Non avere paura di ‘salvare’ un negozio, un bar, un paese. Così, solo comprando in valle, la montagna vivrà”.

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