10/07/2015

Cronaca

Chivasso, la sala d’attesa del pronto soccorso è vicina al collasso

Chivasso

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Una sala d’attesa angusta, stretta tra la cappella dell’ospedale e il corridoio che conduce al reparto cure palliative e ad alcuni ambulatori. Una sala che può al massimo accogliere una ventina di persone e dove si ammassano decine e decine di parenti di coloro che sono costretti a ricorrere alle cure mediche. La ventilazione (insufficiente) è garantita da due ventilatori rotanti assicurati al soffito ma in queste giornate di caldo torrido, il disagio, creato dal sovraffollamento, è maggiormente percepibile e l’aria e quasi irrespirabile.

E’ la sala d’attesa del nuovo pronto soccorso dell’ospedale di Chivasso che fa parte della rete dell’Asl TO4. La sistemazione doveva essere provvisoria in attesa che si completasse la nuova piastra ospedaliera che ospiterà oltre al nuovo pronto soccorso (già potenziato e pienamente operativo), anche la rianimazione e terapia intensiva, reparti di degenza, e una nuova sala di attesa, decisamente più capiente e confortevole. Sta di fatto che da oltre un anno pazienti e parenti devono convivere in pochi metri quadrati con le problematiche che si possono facilmente immaginare.

E tra la folla, i barellieri del 118, impegnati 24 ore su 24, devono fendere la calca per trasportare gli ammalati che necessitano di cure urgenti. E ancora: le ambulanze sono costrette a salire e scendere le rampe dell’ingresso dell’ospedale dove transitano continuamente centinaia di persone.

Doveva essere un disagio temporaneo ma i tempi si sono dilatati oltre il consentito. E’ inimmaginabile che una struttura sanitaria articolata come quella dell’ospedale chivassese (che deve servire oltre 300mila utenti), più volte rimaneggiata e oggetto di ampliamenti che sono costati svariati milioni di euro, debba penalizzare in questo modo quanti si recano in ospedale.

C’è anche da dire che, nonostante l’ampliamento e la realizzazione di nuove sale mediche del pronto soccorso, i pazienti continuano a sostare nei corridoi sulle barelle, in attesa di venire visitati (a seconda del codice assegnato dal triage) o di essere sottoposti agli esami prescritti dai sanitari.

E’ evidente che situazione sta gradualmente divenendo insostenibile e, in un certo senso, rende maggiormente più difficoltoso il lavoro di medici e infermieri e la permanenza dei pazienti.

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