
CHIVASSO – Agguato di via Paleologi, due arresti: contestato il metodo mafioso e la ’ndrangheta
Nel pomeriggio del 10 ottobre 2026, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari custodiali, emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Torino su richiesta della D.D.A. del capoluogo piemontese, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, a carico di due uomini, gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di tentato omicidio premeditato e porto illegale di arma in luogo pubblico, aggravati dal metodo mafioso. Nel corso delle operazioni, uno dei due è stato inoltre arrestato in flagranza per detenzione illegale di arma da sparo.
Il provvedimento restrittivo è il risultato di un’attività investigativa coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dalla Squadra Mobile di Torino, che ha fatto seguito alle proficue indagini avviate dai Carabinieri di Chivasso immediatamente dopo i fatti sotto il diretto coordinamento della Procura della Repubblica di Ivrea guidata dalla Procuratrice Gabriella Viglione.
Le indagini hanno preso avvio dall’agguato avvenuto il 30 giugno scorso, in pieno giorno, nel centro di Chivasso, dove un uomo, Francesco Ilacqua, era stato raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco, riportando gravi ferite alla coscia e all’avambraccio sinistri.
Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’agguato, maturato nell’ambito di contrasti di natura familiare, sviluppatisi in un contesto criminale di matrice ’ndranghetista, e di individuare i presunti responsabili, delineando le condotte attribuite a ciascuno dei due indagati. Sulla base degli elementi raccolti, l’Autorità Giudiziaria ha disposto la custodia cautelare in carcere per uno dei due uomini e gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per l’altro.
La necessità di intervenire, con sostanziale conclusione delle indagini, è stata determinata da una allarmante “fuga di notizie” e dalla successiva, recente ed altrettanto gravissima, pubblicazione su organi di stampa locali di notizie coperte da riserbo investigativo ed in cui si è fatto riferimento a particolari investigativi sui quali erano in corso ulteriori accertamenti.
Su tali fatti sono in corso distinte ed ulteriori indagini da parte della Autorità Giudiziaria.
Inoltre, le tempistiche dell’intervento sono state accelerate in ragione di quanto emerso durante il costante controllo degli indagati nel corso delle indagini, ed in particolare di quanto emerso circa la manifestazione di propositi “ritorsivi” (per distinte vicende personali diverse dai fatti per cui si procede) manifestati dagli stessi nel corso di alcuni loro dialoghi.
La pericolosità dei due indagati è stata, inoltre, ulteriormente comprovata da un ulteriore risultato investigativo raccolto nel corso delle operazioni di sabato scorso. Infatti, presso l’abitazione del destinatario della misura degli arresti domiciliari è stata rinvenuta una pistola calibro 6,35, rifornita di munizioni e, dunque, pronta a fare fuoco. In relazione a tale circostanza, l’uomo è stato arrestato in flagranza per detenzione illegale di arma da sparo.
Si precisa che il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e pertanto vige la presunzione di non colpevolezza a favore degli indagati, sino alla sentenza definitiva.