
CASELLE – Sagat, Ravello (Fratelli d’Italia): «Vendute le quote pubbliche, il Piemonte è rimasto senza alcuna voce»
Il futuro dell’aeroporto di Torino Caselle e le ipotesi di aggregazione societaria entrano nel dibattito politico regionale. A intervenire è Roberto Ravello, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale e presidente della Commissione Bilancio, dopo l’audizione dei vertici Sagat in Commissione Trasporti.
Ravello guarda con favore ai percorsi di aggregazione attualmente allo studio, a condizione che possano trasformarsi in un’opportunità concreta di crescita per Caselle, il Piemonte e l’intero Nord-Ovest. Il consigliere richiama i risultati dello scalo torinese e sottolinea le potenzialità di un territorio che può contare su eccellenze industriali, turistiche, culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche. In questa prospettiva, sostiene, interessi pubblici e privati possono convergere in un progetto di sviluppo condiviso.
Il nodo politico, secondo Ravello, riguarda però il peso delle istituzioni piemontesi nelle future decisioni strategiche. «Resta un paradosso difficilmente accettabile: le istituzioni piemontesi sono di fatto relegate al ruolo di spettatrici su decisioni che riguardano una delle infrastrutture più strategiche del nostro territorio».
Il consigliere attribuisce questa situazione alla progressiva dismissione delle partecipazioni pubbliche in Sagat avvenuta tra il 2012 e il 2018, indicando nelle amministrazioni guidate da Piero Fassino, Antonio Saitta, Sergio Chiamparino e Chiara Appendino le responsabilità politiche di quelle scelte. Secondo Ravello, la vendita delle quote, complessivamente pari al 51%, avrebbe privato il Piemonte non soltanto di un patrimonio societario, ma soprattutto della possibilità di incidere direttamente sul futuro dell’aeroporto.
Per il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia quella stagione avrebbe privilegiato le esigenze dei bilanci pubblici rispetto alla conservazione di una partecipazione considerata strategica e redditizia.
La partita sulle possibili aggregazioni resta quindi aperta. Ravello auspica un progetto ambizioso che rafforzi Caselle, ma chiede che lo sviluppo dello scalo tenga conto degli interessi del territorio e del ruolo che l’aeroporto riveste per l’economia e i collegamenti del Piemonte.