
CANAVESE – Trasporti, la Cgil boccia il piano della Città Metropolitana: «Così studenti e pendolari restano a piedi»
Studenti costretti a ricorrere ad autobus privati per raggiungere le scuole, pendolari alle prese con disservizi e nuove modifiche al trasporto pubblico che, secondo la Cgil, rischiano di peggiorare ulteriormente la situazione. Il sindacato torna all’attacco sui collegamenti in Canavese e chiede l’apertura immediata di un tavolo istituzionale permanente.
Nel mirino finiscono i piani elaborati da Città Metropolitana di Torino e Agenzia Piemontese della Mobilità per la rimodulazione dei servizi. Secondo la Cgil, le ipotesi fin qui presentate potrebbero avere ricadute pesanti sia sull’Alto Canavese sia sul trasporto urbano di Ivrea.
A intervenire è Giovanni Ambrosio, responsabile della Cgil Ivrea e Canavese, che richiama innanzitutto la situazione delle famiglie dell’Alto Canavese, alcune delle quali sarebbero state costrette ad affittare quattro autobus per garantire ai propri figli i collegamenti scolastici essenziali.
«Mentre nel territorio dell’Alto Canavese le famiglie si vedono costrette ad affittare quattro autobus per garantire ai propri figli i collegamenti scolastici essenziali – afferma Ambrosio – gli enti programmatori si concentrano su progetti faraonici di stravolgimento del tessuto viario esistente».
Il sindacato teme in particolare che la riorganizzazione possa compromettere l’attuale servizio urbano di Ivrea, con un aumento dei costi a carico dei cittadini e un peggioramento dell’offerta. Le modifiche prospettate, sostiene la Cgil, rischierebbero inoltre di penalizzare soprattutto i quartieri popolari, riducendo o eliminando alcuni collegamenti diretti con servizi considerati essenziali.
Tra questi vengono citati i poliambulatori, le Case e gli Ospedali di Comunità e anche l’area individuata per il futuro ospedale del Canavese. Per il sindacato, una pianificazione di questo tipo finirebbe per colpire soprattutto chi dispone di minori alternative di mobilità, con il rischio paradossale di aumentare ulteriormente l’utilizzo dell’auto privata.
La Cgil ribadisce quindi la propria contrarietà al Paint territoriale contenuto nel Pums della Città Metropolitana, almeno nella formulazione finora presentata sui canali istituzionali e nei territori. Altro punto centrale è quello delle tariffe. Il sindacato chiede che i futuri bandi dell’Agenzia della Mobilità prevedano una reale integrazione tariffaria tra i diversi vettori, evitando aumenti che potrebbero pesare ulteriormente sui bilanci familiari.
La richiesta è anche quella di non sottrarre risorse agli organismi intermedi, come le conurbazioni territoriali, e di non impostare la riorganizzazione sulla ricerca sistematica di servizi o chilometri da tagliare.
«Il trasporto pubblico si può innovare senza la necessità di tagliare chilometri e senza bisogno di smantellare le linee urbane di Ivrea», sostiene ancora la Cgil, tornando a richiamare la situazione delle famiglie dell’Alto Canavese costrette a organizzarsi autonomamente per garantire il trasporto scolastico. Da qui la richiesta finale: aprire subito un tavolo istituzionale permanente, sospendere i progetti che il sindacato considera calati dall’alto e ripristinare le corse scolastiche extraurbane ritenute indispensabili.
Per la Cgil, il confronto non può quindi limitarsi alla sola riorganizzazione tecnica delle linee: al centro devono tornare accessibilità, costi, continuità del servizio e diritto alla mobilità di studenti, anziani, pendolari e residenti delle aree più periferiche.