08/09/2015

Economia

Canavese, a picco il turismo ma molto meglio l’industria manifatturiera

Canavese

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Il Canavese, che aveva puntato sull’industria del turismo, si rivela una delusione e non decolla. I dati sono incontrovertibili e sono stati elaborati dal centro studi Sintesi per conto di Confindustria che ha analizzato l’intero territorio dell’Area Metropolitana: 883 presenze su 1.000 abitanti. Ancora più giù della provincia di Biella che registra un afflusso di 1.206 turisti su 1.000 abitanti. Va invece meglio la provincia di Torino: 2.900 visitatori su 1.000 abitanti.

E’ da sottolineare che l’indagine statica non ha potuto analizzare i dati relativi ai Comuni con pochi esercizi ricettivi. Appare indubbio che il territorio canavesano presenta una scarsa ricettività turistica: basti pensare che si contano 3,6 posti letto per chilometro quadrato, contro i 7,6 del Piemonte e i 14,9 registrati dai Comuni della provincia. E ancora: in Canavese, rispetto ad altre aree turistiche, la permanenza media dei visitatori si attesta su 2,7 giorni. Anche gli stranieri sono meno attratti dal Canavese.

Il più penalizzato è il territorio Ciriacese. Bene invece l’Eporediese che registra una crescita del 25,5% del turismo straniero nel periodo compreso tra il 2007 e il 2014. Confindustria non ha dubbi: il turismo in Canavese non è appetibile per gl’imprenditori.

Buone notizie invece sul comparto manifatturiero regionale e canavesano. Checchè se ne dica o se ne pensi, in Piemonte nel periodo aprile-giugno 2015, una “ripresina” si verificata. Una crescita, che riguarda il comparto industriale che registra una ub aumento del 2,2% rispetto allo stesso periodo dello stesso anno.

Una crescita moderata, ma l’incremento produttivo potrebbe costituire un segnale, seppur ancora debole, di vitalità. Il dato emerge dall’indagine congiunturale effettuato dall’Unioncamere sull’industria manifatturiera piemontese, in collaborazione con gli Uffici Studi delle Camere di Commercio provinciali. E nell’indagine è compresa insieme all’Area metropolitana , anche il Canavese, un territorio ancora molto ricco di piccole medie imprese manifatturiere.

Sotto esame 1.201 imprese industriali che occupano 96 mila 376 addetti e un fatturato complessivo pari a 50 miliardi di euro. Oltre il 2% di crescita a giudizio dell’Unioncamere si dimostra un risultato particolarmente importante. Per quale ragione? Perché, si spiega, dopo la sostanziale stabilità registrata nel primo trimestre del 2015, l’incremento produttivo conferma il trend di crescita che aveva caratterizzato l’intero comparto regionale nel 2014.

Positivi gli altri indicatori che dimostrano che gli ordinativi e le commesse siano in crescita sia sul fronte del mercato interno (+0,9%) che su quello estero (+2,4%). Coinvolti nella crescita quasi tutti i settori produttivi, tranne quello dei trasporti che segna una significativa flessione pari al 2,0%. I dati che emergono dalla ricerca appaiono del tutto significativi: il settore della gomma-plastica si attesta al 5,1%; segue a ruota il comparto meccanico con il +4,4,%, quelle elettriche ed elettroniche che registrano un + 4,2%. Bene anche il settore dei metalli (+3,7%), il tessile e abbigliamento (-2,9%). Fanalino di coda si rilevano nell’industria del legno e del mobile (+2,0%) e dal settore alimentare (+1,6%). E ancora; Cuneo è protagonista della crescita più evidente, tallonata dal Verbano-Cusio-Ossola, Asti, Novara, Alessandria, Torino e Vercelli.

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