08/03/2023

Cronaca

Arriva in Canavese “Mobil Angel”, lo smartphone digitale che aiuta le donne vittime di violenza

Canavese

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Arriva in Canavese “Mobil Angel”, lo smartphone digitale che aiuta le donne vittime di violenza

La Procura della Repubblica di Ivrea, il Comando provinciale Carabinieri di Torino, Fondazione Vodafone Italia e Soroptimist di Ivrea annunciano l’avvio di “Mobile Angel” nel territorio sotto la giurisdizione della Procura eporediese, il progetto che prevede la consegna di un orogio digitale, a donne vittime di maltrattamenti. Il dispositivo, con un sistema di allarme, permette di attivare la Centrale Operativa dell’Arma dei Carabinieri, consentendo così di intervenire tempestivamente.

Il protocollo, firmato il 14 dicembre scorso dalla Procuratrice di Ivrea, Dottoressa Gabriella Viglione, e il Comandante Provinciale di Torino, Generale di Brigata Claudio Lunardo, da oggi è operativo nell’ambito dei Comandi Compagnia Carabinieri di Ivrea, Chivasso e Venaria.

Nell’ambito del contrasto alla violenza di genere. “Mobile Angel” ha l’obiettivo di mettere a disposizione uno strumento efficace per permettere ai Carabinieri di poter intervenire tempestivamente. Allo stesso tempo, consente di accrescere la percezione di sicurezza da parte delle donne che in passato hanno subito violenze e maltrattamenti, nella consapevolezza di poter contare su interventi tempestivi a fronte di situazioni di emergenza. In questo modo, coloro che hanno subito episodi di violenza, molestie o stalking hanno la possibilità di ritrovare la fiducia necessaria a riappropriarsi della propria vita e libertà.

Grazie al contributo di Fondazione Vodafone Italia e Soroptimist di Ivrea, verrà consegnato uno smartwacht alle donne vittime di violenza. “Mobile Angel” mette a disposizione dei carabinieri uno strumento per poter intervenire tempestivamente. Allo stesso tempo, consente di accrescere la percezione di sicurezza da parte delle donne che in passato hanno subito maltrattamenti. Dopo Napoli, la sperimentazione è stata estesa a Milano e Torino. Grazie a Soroptimist Italia nel 2014 è stato avviato il progetto “Una stanza tutta per sé”, un’apposita stanza per l’audizione della donna che denuncia atti persecutori, maltrattamenti, stalking e ogni altro atto violento in un ambiente protetto per un approccio meno traumatico con gli investigatori.

“L’estensione del progetto – dichiara il Generale B. Claudio Lunardo, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Torino – consentirà all’Arma di ampliare il numero di apparati a disposizione delle vittime di violenza comprendo completamente tutta la provincia di Torino. In questo modo sarà possibile aumentare la percezione di sicurezza da parte delle vittime, che potranno contare su interventi tempestivi a fronte di situazioni di emergenza, infondendo loro serenità e fiducia e agevolando il percorso di riappropriazione degli spazi di libertà e autonomia, spesso lungamente compromessi da vessazioni, intimidazioni e violenze”.

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