Approvazione del bilancio dello Stato: l’Unione dei comuni montani esprime delusione e rammarico

30/12/2018

Delusione e rammarico per l’approvazione del bilancio dello Stato che hon ha tenuto conto delle osservazioni avanzate dall’Uncem, l’unione nazionale dei comuni montani. il presidente dell’associazione Marco Bussone non fa mistero della sua disapprovazione per il fatto che nel documento finanziario per aree montaner in crisi c’è ben poco. “Molte proposte Uncem per la legge di bilancio non sono state considerate. Con rammarico ne prendiamo atto. Molte opportunità sarebbero state a saldi invariati, con gettiti aggiuntivi per lo Stato e per i territori. Penso alla revisione dei canoni di concessione sulle attività estrattive, sulle autostrade, sulle acque minerali – spiega Bussone -. Si potevano trovare qui le risorse per aumentare il fondo della montagna, rimasto a soli 10 milioni di euro, per il fondo per i Comuni di confine, il fondo per i piccoli Comuni per dare gambe alla legge 158, il fondo per ampliare la Strategia nazionale per le aree interne. Queste ultime opportunità per il Paese restano non finanziate, a zero. Per la gestione forestale vi sono solo 2 milioni di euro. Un po’ pochi visti i 12 milioni di ettari di bosco italiani che richiederebbero investimenti per gestione attiva e certificazione”.

Non tutto però è negativo: “È positiva la conferma di ecobonus, bonus verde, bonus ristrutturazioni – sottolinea -. Ma avremmo voluto si potesse intervenire sui sistemi fiscali per le imprese, le partite iva, gli esercizi commerciali nelle aree montane e interne. Rispetto al fondo per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio è da modificare il comma della legge che prevede vengano premiati i Comuni in dissesto ovvero con un peggior risultato di gestione. Confidiamo che i fondi per gli investimenti degli enti territoriali vengano dati non a pioggia come finora scritto, ma sulla base di ambiti territoriali e su progetti integrati”.

Anche sulla semplificazione in Comuni ed Enti locali l’Uncem si sarebbe aspettato qualcosa di più come, ad esempio, lo sblocco di avanzo di amministrazione per effetto delle note sentenze e anche del pareggio di bilancio deve favorire investimenti e creazione di posti di lavoro, non ridursi a spesa corrente. “Sorprendono le tante assunzioni previste in Ministeri, in Investitalia e in altre strutture centrali dello Stato. Le assunzioni dovevano piuttosto essere autorizzate negli Enti locali, moltissimi oggi deboli – sottolinea il presidente nazionale dell’Uncem-. Le assunzioni dei Comuni dovevano essere sbloccate. Così non è stato. Siamo preoccupati sullo sblocco totale della capacità di imposizione fiscale locale e chiederemo agli Enti di strutturare efficacemente questa possibilità”.

E ancora: con il gettito derivante dal canone Rai e quanto lo Stato ha incassato dalla vendita delle frequenze tv, l’Uncem avrebbe auspicato un intervento per potenziare i segnali televisivi nel 30 per cento di territorio italiano che registra difficoltà di accesso ai primi tre canali Rai, oltre che alla telefonia mobile. “Anche questo non avrebbe comportato maggiori oneri per lo Stato – conclude Bussone -. Su questo fronte, per digitalizzazione e accesso ai servizi da parte di tutti, ma proprio tutti gli italiani, continueremo la mobilitazione non avendo avuto purtroppo ascolto nella legge di bilancio”.

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