
Ivrea, processo Echidna, sette condanne e due assoluzioni: assolto il rivarolese Roberto Fantini ex ad di Sitalfa
Sette condanne e due assoluzioni. Si è concluso nel pomeriggio di ieri, giovedì 20 agosto, al Tribunale di Ivrea, il processo di primo grado con rito ordinario nato dall’inchiesta «Echidna», che ha fatto luce sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel tessuto economico piemontese e, in particolare, nei cantieri collegati all’autostrada A32 Torino-Bardonecchia.
Tra le decisioni più significative del collegio giudicante c’è l’assoluzione di Roberto Fantini, imprenditore residente a Rivarolo Canavese ed ex amministratore delegato di Sitalfa, società impegnata nella manutenzione dell’A32. Fantini, difeso dagli avvocati Roberto Capra e Maurizio Riverditi, era accusato, tra l’altro, di concorso esterno in associazione mafiosa. La Procura aveva chiesto nei suoi confronti una condanna a 7 anni e 4 mesi di reclusione.
Il Tribunale ha invece disposto l’assoluzione. Per alcune delle contestazioni la formula utilizzata è «per non aver commesso il fatto», mentre per un’altra è «perché il fatto non sussiste». Assolto anche Leonardo Caligiuri.
Di segno opposto il verdetto nei confronti degli altri sette imputati. La pena più pesante è stata inflitta a Giuseppe Pasqua, condannato a 15 anni e 10 mesi di reclusione. Il figlio Domenico Claudio Pasqua è stato condannato a 14 anni e 6 mesi, mentre Michael Pasqua dovrà scontare 6 anni e 8 mesi. Per Filippo Rotolo la pena è di 4 anni, 5 mesi e 10 giorni. Danilo Scardina è stato condannato a 2 anni e 2 mesi e Antonio Mascolo a 2 anni e un mese.
L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Torino aveva ricostruito, secondo l’impostazione accusatoria, l’esistenza di un’articolazione territoriale della ‘ndrangheta radicata a Brandizzo e gli interessi del gruppo nel movimento terra e nei lavori legati all’autostrada Torino-Bardonecchia. Le indagini avevano concentrato l’attenzione sulla famiglia Pasqua e sui suoi rapporti economici e imprenditoriali.
La sentenza riguarda direttamente anche Brandizzo. Il Comune si era costituito parte civile, rappresentato dall’avvocato Giulio Calosso. Il Tribunale ha condannato Giuseppe, Domenico Claudio e Michael Pasqua al risarcimento dei danni, che dovrà essere quantificato in sede civile, riconoscendo all’amministrazione una provvisionale di 30mila euro. I tre dovranno inoltre sostenere in solido 3.500 euro, oltre agli accessori, per le spese di costituzione e difesa dell’ente.
La pronuncia di Ivrea chiude così il primo grado della tranche celebrata con rito ordinario di una delle più importanti inchieste degli ultimi anni sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore degli appalti e delle infrastrutture piemontesi. Altri diciotto imputati avevano scelto il rito abbreviato: quattordici erano stati condannati nella precedente tranche processuale.