
Cuorgnè/Forno Canavese, addio a Cristina Coha, insegnante dal sorriso gentile: aveva 55 anni
Ci sono persone che continuano a restare nelle vite degli altri anche quando non ci sono più. Restano nei gesti imparati, nelle parole dette al momento giusto, nel modo in cui hanno saputo accompagnare chi incontravano. È così che Cristina Coha in Droetto, insegnante di religione di 55 anni, continuerà a vivere nella memoria della sua famiglia, dei colleghi, degli alunni e dei tanti genitori che negli anni hanno incrociato il suo cammino.
Cristina è scomparsa troppo presto, vinta da una malattia che alla fine non le ha lasciato scampo. La sua morte ha suscitato profondo cordoglio nell’Istituto comprensivo di Forno e, più in generale, nel mondo della scuola canavesana, dove era conosciuta e apprezzata come un’insegnante seria, preparata e capace di trasformare il proprio lavoro in qualcosa che andava oltre una semplice professione.
Chi l’ha conosciuta ricorda soprattutto la sua gentilezza, quel sorriso spontaneo che sapeva mettere a proprio agio e una pazienza che non aveva bisogno di essere ostentata. Con gli alunni sapeva esserci, accompagnandoli nella crescita con discrezione e attenzione; con i genitori aveva la capacità di ascoltare e rassicurare; con i colleghi condivideva il lavoro quotidiano con disponibilità, senso del dovere e profondo rispetto per gli altri.
Sono proprio questi ricordi, oggi, a rendere ancora più dolorosa la sua assenza. Perché una buona insegnante non lascia soltanto lezioni e nozioni: lascia qualcosa di sé nelle persone che ha aiutato a crescere. E Cristina, in tanti anni trascorsi nella scuola, di queste tracce ne ha lasciate molte.
A piangerla sono il marito Gian Bernardo, la mamma Natalia, le sorelle Francesca con Stefano e Cecilia con Carlo, gli amatissimi nipoti Matteo, Martina, Anna e Chiara, la cognata Daniela con Roberto, insieme ai familiari e a quanti le hanno voluto bene.
L’ultimo saluto a Cristina Coha sarà tributato oggi, venerdì 21 agosto alle 14.45 nella chiesa di San Giovanni. Resterà il vuoto della sua assenza, ma resterà soprattutto quello che ha saputo dare. Perché gli insegnamenti più importanti, quelli trasmessi con l’esempio, non finiscono con una lezione: diventano parte della memoria e del cuore di chi li ha ricevuti.