
Favria in lutto per la scomparsa di Franco D’Angelo, una vita tra impegno civile e volontariato: aveva 98 anni
Per generazioni di favriesi la sua voce aveva accompagnato le celebrazioni del 25 Aprile e del 2 Giugno, ricordando ogni volta il valore della libertà, della democrazia e della Repubblica. Ma Francesco D’Angelo, per tutti semplicemente Franco, era stato molto altro per la comunità. Favria piange la scomparsa del 98enne, morto alla Residenza “Claudio” di Rivarolo Canavese dopo una lunga vita trascorsa tra lavoro, impegno civile, associazionismo e volontariato.
Nato a Palermo, D’Angelo aveva mantenuto un profondo legame con la propria terra d’origine, costruendo però a Favria la sua famiglia insieme alla moglie Caterina Costantino, affettuosamente chiamata Nucci.
Importante il suo percorso professionale nel settore degli agenti e rappresentanti di commercio. Divenuto un punto di riferimento per la categoria, ricoprì l’incarico di vicepresidente vicario nazionale dell’Usarci, l’Unione sindacati agenti rappresentanti di commercio italiani, e fece parte del Consiglio di amministrazione della Fondazione Enasarco. Responsabilità che lo portarono anche a Roma, dove proseguì la propria attività assumendo incarichi dirigenziali.
La pensione non coincise però con il ritiro dalla vita pubblica. D’Angelo continuò a mettere esperienza e tempo al servizio degli altri. Fu tra i soci fondatori dell’Unitre di Rivarolo-Favria-Feletto, della quale divenne successivamente associato onorario, e prestò a lungo la propria opera di volontariato nell’ufficio della parrocchia di Favria.
A ricordarlo è l’ex sindaco Giorgio Cortese: «Nonostante gli incarichi e le responsabilità, Franco è rimasto soprattutto una persona concreta, disponibile e attenta agli altri».
Proprio Cortese ricorda anche il ruolo svolto per diversi anni come oratore ufficiale del Comune nelle commemorazioni del 25 Aprile e del 2 Giugno. Appuntamenti nei quali D’Angelo «sapeva dare voce ai valori della libertà, della democrazia, della Repubblica e della nostra storia».
Una presenza discreta ma costante, capace di lasciare il segno in mondi differenti, dalla rappresentanza professionale all’associazionismo, dalla parrocchia alle celebrazioni civili. «Franco, con la sua storia, il suo carattere, la sua dedizione, la sua capacità di esserci quando c’era bisogno – aggiunge Cortese – ci lascia un patrimonio fatto di ricordi e di insegnamenti. Ci lascia il valore di una vita vissuta con impegno, responsabilità e attenzione verso gli altri».
I funerali si sono svolti nella mattinata di ieri, giovedì 20 agosto, nella chiesa parrocchiale di Favria. L’ultimo saluto a un uomo che, partito dalla Sicilia, aveva trovato nel Canavese la sua seconda terra e in Favria la sua comunità d’elezione.