
Piemonte, fondi per i non autosufficienti, Ravinale (AVS): «140 milioni in ritardo, a rischio 25mila persone»
È Alice Ravinale, capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra in Consiglio regionale del Piemonte, a riaccendere lo scontro politico sui fondi destinati alle persone non autosufficienti. Nel mirino ci sono circa 140 milioni di euro del Fondo nazionale relativi alle annualità 2025 e 2026, risorse che, denuncia l’esponente di AVS, sono arrivate con pesanti ritardi nell’iter di ripartizione, mentre la Regione Piemonte non avrebbe provveduto ad anticipare con fondi propri le somme necessarie a garantire continuità agli interventi. Già nei mesi scorsi Ravinale e la consigliera Valentina Cera avevano sollevato pubblicamente il problema, indicando in circa 25mila i piemontesi interessati.
«Sui fondi per la non autosufficienza in Piemonte il quadro è purtroppo molto chiaro», sostiene Ravinale, che punta il dito sia contro il ritardo nazionale sia contro la gestione regionale. A farne le spese, secondo la capogruppo di AVS, sono proprio le persone non autosufficienti che da mesi vivono nell’incertezza sulla continuità degli assegni di cura, insieme alle loro famiglie, agli operatori sociali e ai consorzi socio-assistenziali.
La questione ha origini lontane. Già a febbraio, rispondendo in Consiglio regionale a un’interrogazione di Valentina Cera, la Giunta aveva spiegato che le procedure per l’adozione del Piano nazionale per la non autosufficienza 2025-2027 erano ancora in corso e non permettevano al Piemonte di accedere alle risorse.
Ravinale richiama inoltre il giudizio di parificazione della Corte dei Conti dello scorso luglio, sostenendo che abbia evidenziato l’insufficienza della spesa sociale regionale e il conseguente trasferimento di una parte delle difficoltà finanziarie su Comuni e consorzi.
Ma la polemica assume ora anche un carattere istituzionale. La capogruppo di AVS attacca la Regione per la decisione di ricorrere all’Avvocatura regionale nei confronti di Angelo Catanzaro, consigliere comunale del Partito Democratico a Torino, intervenuto pubblicamente sulla situazione dei fondi.
Ravinale parla di un atteggiamento «intimidatorio» e richiama quanto già avvenuto nel 2025, durante le polemiche sul funzionamento della piattaforma per il bonus Vesta, quando l’assessore regionale al Welfare Maurizio Marrone aveva prospettato iniziative giudiziarie nei confronti del gruppo consiliare di AVS.
Una contrapposizione politica destinata quindi a proseguire. Al di là dello scontro tra maggioranza e opposizione, resta però il nodo concreto della continuità degli interventi per migliaia di piemontesi non autosufficienti e per le loro famiglie, mentre consorzi ed enti gestori attendono certezze sulle risorse necessarie a garantire i servizi.