
Chivasso, bandiera palestinese, il sindaco Castello: «Rimane al suo posto, è una questione di umanità e di pace»
«Quella bandiera rimane al suo posto». Il sindaco Claudio Castello interviene nuovamente sui social con toni netti sulla polemica scoppiata attorno al vessillo palestinese esposto in piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa, proprio di fronte al Municipio di Chivasso. E questa volta sposta apertamente il confronto dal piano amministrativo a quello politico e umanitario: per il primo cittadino non si tratta di una disputa locale sull’esposizione di una bandiera, ma di una scelta che riguarda «umanità, dignità e pace».
Castello prende le mosse dalla situazione in Cisgiordania, richiamando quello che definisce l’undicesimo giorno di assedio da parte di gruppi di coloni contro comunità palestinesi, con famiglie isolate, abitazioni incendiate e villaggi sottoposti a pressioni e violenze. Cita inoltre le immagini provenienti da Qusra, dove un palestinese-americano rientrato dagli Stati Uniti avrebbe issato la bandiera statunitense sulla propria abitazione per rivendicarne il possesso mentre, secondo la ricostruzione richiamata dal sindaco, alcuni coloni ne contestavano l’accesso.
È da questo scenario che Castello riconduce il dibattito chivassese a una dimensione più ampia. «La discussione nata a Chivasso sulla bandiera palestinese non è una questione di polemica locale – afferma –. È una questione di umanità. È una questione di dignità. È una questione di pace».
Il vessillo, esposto dal Comune nel 2025, dunque non sarà rimosso. «Rimane perché non rappresenta una parte contro un’altra – sostiene Castello –. Rimane perché è un segno di vicinanza verso chi oggi vive sotto assedio».
Il sindaco richiama anche lo storico rapporto e il gemellaggio che legano Chivasso a Betlemme, attribuendo a quel legame un valore che va oltre quello formale e istituzionale. «Non è un dettaglio: è una responsabilità morale», sottolinea.
Castello torna poi sul nodo della legittimità dell’esposizione, tema sul quale si è concentrato negli ultimi giorni il confronto politico cittadino. Secondo il sindaco, il vessillo non viola le norme, non occupa una posizione di preminenza rispetto alle bandiere istituzionali e la sua esposizione rientra nelle prerogative dell’ente.
Ma è soprattutto sul significato del gesto che il primo cittadino insiste: «Interrogarsi sulla legittimità di un gesto simbolico come una bandiera mi provoca spaesamento morale e politico».
La posizione dell’Amministrazione resta quindi ferma. Per Castello quella bandiera rappresenta «un segno di pace, un segno di solidarietà, un segno di umanità» e identifica Chivasso come «una comunità che non distoglie lo sguardo».
La conclusione non lascia spazio a interpretazioni sulla decisione del Comune: «Rimane lì. E continuerà a parlare per noi».