
Ivrea, trasferimento di 125 dipendenti Konecta a Torino, il Pd: “A rischio il futuro delle sedi di Ivrea e Asti”
La decisione di trasferire a Torino 125 lavoratori impiegati nelle attività di back office non telefonico riaccende le preoccupazioni sul futuro degli stabilimenti Konecta di Ivrea e Asti. A lanciare l’allarme sono i consiglieri regionali del Partito Democratico Alberto Avetta e Laura Pompeo, che intervengono dopo la comunicazione aziendale riguardante lo spostamento di 40 dipendenti dalla sede eporediese e di altri 85 da quella astigiana.
La scelta dell’azienda arriva in un contesto già caratterizzato da tensioni sindacali e ha portato alla proclamazione dello stato di agitazione da parte delle organizzazioni dei lavoratori. Secondo gli esponenti del Pd, il provvedimento confermerebbe i timori espressi nei mesi scorsi sul futuro dei siti piemontesi del gruppo.
«La decisione di trasferire i dipendenti conferma le perplessità che abbiamo più volte espresso sugli impegni assunti dall’azienda solo pochi mesi fa – dichiarano Avetta e Pompeo – e avvalora la nostra preoccupazione circa il disegno di svuotare progressivamente le sedi di Ivrea e di Asti».
I due consiglieri regionali evidenziano inoltre come la misura possa avere ricadute particolarmente pesanti per una parte dei lavoratori coinvolti, chiamati a confrontarsi con spostamenti significativi e con possibili difficoltà organizzative e familiari.
«Si tratta di una scelta che rischia di produrre effetti anche sulla fascia di lavoratori più fragile e in difficoltà», sottolineano gli esponenti dem.
Per questo motivo Avetta e Pompeo annunciano iniziative immediate in sede istituzionale. «Chiederemo l’immediata convocazione del tavolo di crisi e un’informativa urgente in Consiglio regionale da parte degli assessori competenti», spiegano.
La vicenda Konecta torna così al centro dell’attenzione politica e sindacale in Piemonte, con particolare riferimento alla sede di Ivrea, dove il tema dell’occupazione continua a rappresentare una delle principali questioni economiche e sociali del territorio.
Nei prossimi giorni saranno decisivi gli sviluppi del confronto tra azienda, sindacati e istituzioni, chiamati a fare chiarezza sulle prospettive occupazionali e sul ruolo che le sedi di Ivrea e Asti continueranno ad avere all’interno dell’organizzazione del gruppo.