Decreto fiscale 2026, Conta (Confindustria Canavese): “Il taglio agli incentivi mina la fiducia delle imprese”

30/03/2026

Il nuovo Decreto Legge Fiscale 2026 accende la preoccupazione tra le imprese del territorio. A intervenire è Paola Conta, presidente di Confindustria Canavese, che parla di un provvedimento destinato a incidere pesantemente sulla capacità di investimento delle aziende.

Secondo Conta, le nuove misure rappresentano una rottura del rapporto di fiducia tra Stato e sistema produttivo. Le imprese, infatti, avevano pianificato investimenti significativi sulla base di regole definite e oggi si trovano a dover fare i conti con un quadro cambiato in corso d’opera, con effetti immediati sulla sostenibilità economica dei progetti.

Al centro delle criticità c’è la riduzione fino al 65% dei contributi per i beni in attesa di consegna. Una misura che, nei fatti, penalizza investimenti già avviati: per un progetto da un milione di euro, la perdita può arrivare a circa 300 mila euro di agevolazioni. Un intervento che viene percepito come retroattivo e che rischia di compromettere la pianificazione industriale.

Il provvedimento arriva dopo il blocco tecnico del novembre 2025, che aveva già rallentato numerosi progetti. Molte imprese avevano ripreso a investire proprio sulla base delle indicazioni fornite per superare quella fase. Ora, però, il cambio delle regole rischia di produrre un effetto opposto, frenando la spinta verso innovazione e competitività.

Conta sottolinea anche i limiti delle soluzioni alternative, come l’iperammortamento, che non garantisce la stessa liquidità immediata del credito d’imposta e distribuisce il beneficio su più anni, con un impatto meno incisivo sui flussi di cassa aziendali.

Nel Canavese, dove è forte la presenza di imprese legate ai settori dell’elettronica e dell’automazione, il rischio è duplice: oltre alla riduzione degli incentivi, si teme un rallentamento degli ordini e delle commesse, con possibili ripercussioni sull’intera filiera produttiva.

Per questo Confindustria Canavese chiede al Governo l’introduzione di una clausola di salvaguardia immediata, in particolare per i progetti già avviati e per quelli in fase di consegna che hanno beneficiato di acconti nel 2025.

“La certezza del diritto non è un optional”, evidenzia Conta, sottolineando come l’instabilità normativa rischi di spingere le imprese a guardare altrove per i propri investimenti. Un scenario che, conclude, il Canavese e l’intero Paese non possono permettersi.

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