Coldiretti: “Il nuovo polo logistico di Scarmagno, esempio di riutilizzo di un’area industriale dismessa”

04/09/2023

Coldiretti: “Il nuovo polo logistico di Scarmagno, esempio di riutilizzo di un’area industriale dismessa”

Un importante progetto di riqualificazione urbana è in corso a Scarmagno, dove un’ex area produttiva della Olivetti verrà trasformata in un moderno polo logistico. Si tratta di una scelta che salvaguarda il territorio canavesano, evitando di sottrarre spazio all’agricoltura locale. La Regione Piemonte ha dato il via libera al progetto, escludendolo dalla valutazione di impatto ambientale, ma imponendo alcune condizioni per garantire il rispetto dell’ambiente. Il presidente di Coldiretti Torino ha espresso il suo plauso per l’iniziativa, sottolineando che si tratta di un esempio virtuoso di sviluppo sostenibile, che potrebbe ispirare altre opere infrastrutturali previste nella provincia.

“Accogliamo con soddisfazione – commenta il presidente di Coldiretti Torino Bruno Mecca Cicci -. La notizia che il grande polo logistico sull’autostrada Torino- Aosta, che, con oltre 87mila mdi superficie, promette di diventare uno dei più importati della provincia di Torino, sarà realizzato negli spazi occupati un tempo dagli stabilimenti Olivetti. Altrettanto importante è la decisione della Regione Piemonte di tagliare i tempi autorizzativi escludendo il progetto dalla lunga procedura di Valutazione di impatto ambientale: scelta che ci pare voglia premiare proprio il riutilizzo di un’ex area già compromessa. Siamo anche soddisfatti nell’apprendere che il taglio dei tempi burocratici non significhi mancanza di attenzione ambientale, visto che il pronunciamento regionale è accompagnato da opportune prescrizioni sulle quali vigilerà un organo tecnico».

La vicenda del nuovo polo logistico alle porte di Ivrea dimostra che per lo sviluppo produttivo dei territori è possibile utilizzare aree dismesse senza distruggere campi agricoli.

“Quando c’è volontà da parte delle imprese e da parte delle amministrazioni pubbliche si riesce a non consumare nuovo suolo agricolo anche quando servono grandi aree, basta voler cercare le alternative – conclude il presidente della Coldiretti Torino -. E non è detto che il riutilizzo di ex aree industriali o commerciali significhi un allungamento dei tempi di realizzazione e costosi lavori preliminari di adeguamento e bonifica. Quello di Scarmagno è un esempio che segue quello, altrettanto positivo, del nuovo ospedale di Ivrea, esempi che vorremmo servissero anche ad orientare le scelte sui tanti progetti di infrastrutture viarie, poli logistici, centri commerciali, centrali fotovoltaiche, previsti in provincia di Torino dove è prevista l’occupazione di grandi superfici agricole”.

 

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