
Volpiano, ciclomotore rubato 42 anni fa: i carabinieri ritrovano e lo restituiscono al proprietario
Quarantadue anni dopo il furto, ha potuto riabbracciare il suo primo motorino. Una vicenda dai contorni quasi incredibili, ma con un lieto fine, quella che si è conclusa nei giorni scorsi a Volpiano grazie all’intervento dei carabinieri della locale stazione.
Protagonista della storia è un uomo di 58 anni residente a Saluzzo, nel Cuneese, che nel 1984, quando aveva appena 16 anni, si era visto sottrarre il proprio ciclomotore a Vado Ligure, dove viveva con la famiglia. All’epoca aveva denunciato il furto alle forze dell’ordine, ma con il passare degli anni ogni speranza di rivedere quel mezzo a due ruote sembrava ormai definitivamente svanita.
Il caso è riemerso in maniera del tutto inattesa durante un controllo effettuato dai militari dell’Arma lungo le strade di Volpiano. Una pattuglia ha fermato un uomo di 64 anni che stava circolando alla guida di un ciclomotore privo di targa. Gli accertamenti eseguiti sul numero di telaio hanno però riservato una sorpresa: il mezzo risultava infatti rubato oltre quattro decenni prima.
La scoperta ha portato alla denuncia in stato di libertà del 64enne, inoltrata alla procura di Ivrea, con l’accusa di ricettazione. Nel frattempo i carabinieri hanno avviato una paziente attività di ricerca per risalire all’identità dell’originario proprietario.
Le verifiche hanno dato esito positivo e, una volta rintracciato il cinquantottenne, i militari hanno organizzato la restituzione del ciclomotore. Per l’uomo, incredulo davanti alla notizia, si è trattato di un ritorno al passato e al ricordo della propria adolescenza.
Quel motorino, infatti, non rappresentava soltanto un mezzo di trasporto, ma il simbolo dei suoi sedici anni e dei primi momenti di libertà vissuti da ragazzo. Un ricordo che sembrava perduto per sempre e che invece, a distanza di 42 anni, è tornato nelle mani del suo proprietario grazie all’intuito e agli accertamenti dei carabinieri di Volpiano.
Una vicenda insolita, conclusasi con un finale che ha restituito non solo un ciclomotore, ma anche un frammento di memoria custodito per oltre quattro decenni.