
Rivarolo, bimbo di sei anni finisce nel laghetto e rischia di annegare: commerciante si precipita e lo salva
A sei anni, solo in un laghetto, con l’acqua ormai troppo profonda per riuscire a toccare il fondo con i piedi. Il bambino si spaventa e comincia ad andare in difficoltà. Sulla riva, però, c’è qualcuno che ha compreso immediatamente il pericolo: allunga un braccio, riesce ad afferrarlo e lo tira fuori dall’acqua. Pochi istanti che questa mattina, venerdì 7 agosto 2026, hanno fatto la differenza tra un enorme spavento e una tragedia.
È successo a Rivarolo Canavese, nei pressi di via Favria, dove un bambino di sei anni, dopo essere sfuggito al controllo della madre ed essersi allontanato da solo, ha raggiunto un laghetto situato tra la zona delle attività commerciali e la strada che conduce al cimitero. A salvarlo è stato il provvidenziale intervento di Michele Castagna, socio della Perardi Giardini, che non ha esitato quando ha compreso ciò che stava accadendo.
L’allarme è scattato una decina di minuti prima delle sette. A causa delle temperature elevate di questi giorni, Castagna aveva iniziato a lavorare già alle sei e stava bagnando alcune piante quando ha sentito le grida di una donna che chiedeva aiuto, segnalando la presenza di un bambino nei pressi del laghetto.
Il giovane commerciante ha immediatamente avvisato lo zio affinché contattasse il 112 e i carabinieri, ha abbandonato gli attrezzi da lavoro ed è corso verso il punto indicato. Per raggiungere il piccolo ha dovuto fare il giro dell’azienda e scavalcare una recinzione.
Quando è arrivato sulla riva, il bambino si era già tolto parte dei vestiti e stava entrando in acqua. Castagna ha cercato di richiamarlo e convincerlo a tornare indietro, ma senza successo. Il piccolo ha continuato ad avanzare fino a raggiungere un punto dove non riusciva più a toccare il fondo.
A quel punto sono stati attimi di grande paura. Il bambino si è spaventato e ha iniziato ad andare in difficoltà. Castagna, che fortunatamente era ormai abbastanza vicino, è riuscito ad allungare un braccio, afferrarlo e trascinarlo fuori dall’acqua prima che la situazione potesse precipitare.
Una volta al sicuro, il bambino è apparso comprensibilmente sotto choc e non ha pronunciato una parola. Era solo, scalzo e indossava esclusivamente gli slip e i pantaloncini.
Nel frattempo era già scattata la macchina dei soccorsi. Sul posto sono intervenuti rapidamente i carabinieri della compagnia di Ivrea e gli operatori del 118, che hanno preso in carico il bambino e verificato le sue condizioni. Fortunatamente il piccolo stava bene e non avrebbe riportato conseguenze fisiche, a parte il grande spavento.
Attraverso una serie di rapidi accertamenti, i militari dell’Arma sono quindi riusciti a rintracciare la madre, alla quale il bambino è stato riaffidato poco dopo.
Una vicenda che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche si è così conclusa con un lieto fine grazie soprattutto alla prontezza di Michele Castagna. Ha sentito una richiesta d’aiuto, ha lasciato immediatamente ciò che stava facendo ed è corso verso quel laghetto. Quando il bambino ha cominciato ad annaspare, lui era già lì e il suo intervento ha evitato che una mattina d’estate si trasformasse in tragedia.