
San Francesco al Campo: addio a Gabriele Araudo, una vita per l’Ardor e per lo sport canavesano
Ci sono uomini che attraversano la storia di una società sportiva e altri che finiscono per diventarne parte inscindibile. Gabriele Araudo apparteneva alla seconda categoria. Fondatore, dirigente, allenatore, presidente e infine presidente onorario dell’Ardor San Francesco, ha accompagnato per quasi settant’anni la vita della società giallorossa, diventando un punto di riferimento per generazioni di giovani e sportivi. La sua scomparsa lascia un grande vuoto a San Francesco al Campo e nell’intero mondo dello sport canavesano.
I funerali si sono svolti venerdì scorso, 7 agosto 2026, nella chiesa parrocchiale di San Francesco al Campo, dove familiari, amici e quanti avevano condiviso con lui una parte del lungo percorso sportivo e umano gli hanno tributato l’ultimo saluto.
Grande appassionato di calcio e storico tifoso del Torino, Araudo aveva legato indissolubilmente il proprio nome all’Ardor fin dalla sua nascita. Era il 1958 quando, insieme a Dario Capra, Michele Bonicatto, Tarcisio Marchino, Nelso Casarin, Michele Ballesio, Renato Perrero e Mario Leone, decise di dare vita alla società.
Un’avventura iniziata quasi per scommessa attorno al tavolo della cucina di don Giuseppe Bonetto e destinata a diventare una realtà profondamente radicata nella comunità. Da quel momento Gabriele non ha praticamente mai lasciato l’Ardor. Nel corso degli anni ne è stato dirigente, allenatore e presidente, fino ad assumere la carica di presidente onorario.
La società giallorossa lo ha ricordato come la propria «anima instancabile», sottolineando come con la sua morte se ne vada «un pezzo importante della nostra storia, una parte insostituibile del nostro cuore». Un’eredità costruita soprattutto attraverso decenni trascorsi al servizio dello sport e dei ragazzi.
Il cordoglio ha coinvolto numerose realtà del territorio. Dal Velodromo Francone è arrivato il ricordo di «un grande amico dello sport e dei giovani, un punto di riferimento per la comunità di San Francesco al Campo».
Commosso anche il messaggio dell’Avis cittadina, che ha definito Araudo «un uomo d’altri tempi», capace di insegnare a tanti giovani attraverso i fatti e il proprio stile di vita.
Con Gabriele Araudo se ne va così uno degli uomini che hanno contribuito a scrivere una pagina importante dello sport locale. Resta l’Ardor che aveva contribuito a far nascere nel lontano 1958 e che, quasi settant’anni dopo, rappresenta forse il modo più bello per continuare a raccontare la sua storia.