
Ventenne impegnata in una rilevazione Istat denuncia molestie: indaga la Procura di Ivrea
La Procura di Ivrea ha aperto un fascicolo per fare piena luce sulla denuncia presentata da una ragazza di vent’anni, impegnata nel Chivassese come rilevatrice per conto dell’Istat, che ha riferito ai carabinieri di avere subito molestie da parte di un uomo del posto, impiegato come collaboratore scolastico in un istituto della zona.
Sulla vicenda viene mantenuto il massimo riserbo, a tutela della presunta vittima e in considerazione della delicatezza dell’inchiesta, tuttora nelle sue fasi preliminari.
Secondo quanto ricostruito, la giovane stava svolgendo un incarico professionale legato all’«Indagine sulle discriminazioni 2025», il progetto nazionale promosso dall’Istat con l’obiettivo di raccogliere dati e percezioni sociali su temi particolarmente sensibili, tra cui genere, salute e pregiudizi.
Per completare il campione statistico previsto dalla rilevazione, la ventenne avrebbe contattato una persona conosciuta, ritenuta idonea all’intervista. L’incontro, concordato all’interno dell’abitazione dell’uomo, avrebbe dovuto svolgersi in un contesto ritenuto sicuro e finalizzato esclusivamente all’attività lavorativa.
Secondo il racconto fornito dalla giovane agli investigatori, però, una volta entrata nell’alloggio la situazione sarebbe rapidamente degenerata. L’uomo, ora indagato, avrebbe iniziato a rivolgerle attenzioni insistenti e a porre in essere contatti fisici non desiderati. La ragazza ha riferito di avere subito palpeggiamenti e un tentativo di costrizione a un rapporto sessuale.
La ventenne sarebbe tuttavia riuscita a sottrarsi alla presa dell’uomo e ad allontanarsi dall’abitazione, facendo poi rientro a casa in stato di forte shock.
Una volta raggiunti i familiari, la giovane ha raccontato quanto accaduto ai genitori. Il padre, sconvolto dall’accaduto, si è recato sotto l’abitazione dell’uomo per chiedere spiegazioni. Tra i due sarebbe nato un acceso diverbio in strada che ha attirato l’attenzione di vicini e passanti, tanto che alcuni residenti hanno allertato il numero unico di emergenza 112.
Sulla vicenda sono ora in corso gli accertamenti dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Ivrea, che dovranno ricostruire con precisione quanto accaduto e verificare le diverse circostanze emerse nel corso delle indagini.
Come previsto dall’ordinamento, la persona sottoposta a indagine deve considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.