
Ivrea, rissa davanti alla stazione ferroviaria: quattro Daspo urbani e tre fogli di via per sette giovani
Sedie del dehors brandite come armi, calci e pugni sotto gli occhi di clienti e passanti. A quasi sei mesi dalla violenta rissa che il 9 febbraio trasformò il piazzale davanti al Bar Buffet Stazione di Ivrea in un campo di battaglia, per sette giovani sono scattati i provvedimenti della Questura di Torino: quattro Daspo urbani e tre fogli di via obbligatori.
Lo scontro era avvenuto nel tardo pomeriggio in corso Nigra, a pochi passi dalla stazione ferroviaria. Due gruppi di giovani si erano affrontati davanti al locale, in una zona particolarmente frequentata della città, dando vita a una sequenza di violenze che aveva suscitato paura tra le persone presenti.
Nel corso della rissa erano volati calci e pugni e alcune sedie del dehors erano state afferrate e utilizzate come armi. La colluttazione aveva provocato anche danni agli arredi esterni del bar, trasformando in pochi istanti l’area davanti alla stazione in teatro di uno scontro particolarmente violento.
Dopo l’intervento delle forze dell’ordine erano iniziate le indagini per identificare tutti i partecipanti e ricostruire le rispettive responsabilità. Un contributo decisivo è arrivato dalle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. L’esame dei filmati ha consentito agli investigatori della Polizia di Stato di seguire le diverse fasi della rissa e individuare i giovani coinvolti.
Al termine degli accertamenti, il questore di Torino Massimo Gambino ha firmato sette misure di prevenzione. Per quattro giovani sono stati disposti altrettanti Daspo urbani, i provvedimenti che vietano l’accesso e lo stazionamento in determinate aree della città. Tre divieti avranno una durata di due anni, mentre il quarto resterà in vigore per tre anni.
Nei confronti degli altri tre partecipanti sono stati invece emessi fogli di via obbligatori. Uno dei provvedimenti avrà la durata di un anno e gli altri due resteranno validi per due anni. Nei casi più gravi, i destinatari non potranno quindi fare ritorno a Ivrea per l’intero periodo stabilito, salvo specifiche autorizzazioni previste dalla legge.
La risposta della Questura arriva al termine di mesi di accertamenti e di un’attenta analisi del materiale raccolto. Per i sette giovani coinvolti, la rissa combattuta davanti alla stazione ferroviaria non si conclude dunque con quanto accaduto quel pomeriggio: alle conseguenze investigative si aggiunge ora l’impossibilità di frequentare la zona o, per alcuni di loro, di tornare in città.