
Multe per eccesso di velocità, Ivrea entra nella top ten piemontese: incassati quasi 700mila euro in un anno
Quasi 700mila euro incassati in un solo anno grazie alle sanzioni per il superamento dei limiti di velocità. Ivrea entra così nella classifica dei dieci Comuni piemontesi con i proventi più elevati derivanti da autovelox fissi e mobili, tutor e altri dispositivi di rilevazione.
Secondo l’analisi condotta da Facile.it sui rendiconti pubblici relativi al 2025, la città eporediese ha dichiarato entrate per 699.993 euro legate alle violazioni dell’articolo 142 del Codice della strada, conquistando il decimo posto nella graduatoria regionale.
Il primato piemontese spetta a Beinasco, con oltre 2,3 milioni di euro, seguita da Collegno, che ha superato 1,7 milioni, e Rivoli, con più di 1,4 milioni. Davanti a Ivrea figurano inoltre Torino, Strevi, Pinerolo, Costigliole d’Asti, Chieri e La Loggia.
Il dato colloca la città canavesana tra le realtà piemontesi con le entrate più consistenti prodotte dai controlli elettronici della velocità. Gli importi indicano tuttavia i proventi dichiarati dalle amministrazioni e non coincidono necessariamente con il numero delle infrazioni accertate, che può variare anche in relazione all’entità delle singole sanzioni.
Complessivamente, nel 2025 i Comuni piemontesi hanno dichiarato oltre 18,6 milioni di euro di incassi derivanti esclusivamente dalle multe per eccesso di velocità. Il totale regionale supera i 39 milioni aggiungendo i circa 2 milioni della Città metropolitana di Torino e gli oltre 18,9 milioni comunicati dalle amministrazioni provinciali.
Tra gli enti sovracomunali, la cifra più elevata è quella della Provincia di Asti, con oltre 8,6 milioni di euro. Seguono Alessandria, con quasi 5,9 milioni, Cuneo, con più di 2,8 milioni, e Vercelli, con circa 1,46 milioni. La Città metropolitana di Torino ha invece registrato proventi superiori ai 2 milioni.
L’elaborazione prende in considerazione le somme riportate nei rendiconti ufficiali trasmessi al Ministero dell’Interno, nei quali devono essere indicati separatamente i proventi delle violazioni dei limiti di velocità rispetto alle entrate generate dalle altre sanzioni previste dal Codice della strada.
Su scala nazionale, nel 2025 i Comuni italiani hanno dichiarato complessivamente oltre 284 milioni di euro di proventi per eccesso di velocità. Circa il 65 per cento delle somme è stato incassato da Comuni non capoluogo, a conferma del peso assunto dai controlli elettronici anche nei centri di piccole e medie dimensioni.