
Chivasso, Palazzo Rubatto in vendita, Marta e Tappero (FI): «Lo compri il Comune e lo dia in comodato alla Pro Loco»
La storica sede della Pro Loco “L’Agricola”, al primo piano di Palazzo Rubatto, sarebbe in vendita per una cifra vicina ai 400 mila euro. Sulla vicenda intervengono le consigliere comunali Clara Marta ed Emanuela Tappero, che chiedono all’Amministrazione di verificare immediatamente la situazione dell’immobile e di valutarne l’acquisizione al patrimonio comunale.
Per le due consigliere, la questione va ben oltre l’aspetto economico. Palazzo Rubatto rappresenta infatti uno dei luoghi simbolo della tradizione chivassese: dal suo balcone l’Abbà legge ogni anno il proclama del Carnevale storico e nelle sue sale la Pro Loco svolge da decenni attività culturali, associative e di tutela della memoria cittadina.
Marta e Tappero separano la questione patrimoniale dalle vicende giudiziarie che hanno interessato la Pro Loco. «I procedimenti riguardano persone e gestioni – sostengono – mentre il patrimonio storico della città riguarda tutti e non può diventare terreno di scontro politico».
Le due esponenti pongono anche una questione di carattere giuridico, chiedendo al Comune di verificare se sull’immobile sia stata completata la procedura prevista dal Codice dei beni culturali per l’accertamento dell’interesse culturale. Secondo la loro interpretazione, in assenza di tale verifica potrebbero sussistere limiti alla vendita. Per questo chiedono un accertamento formale degli uffici e che l’esito venga portato in Consiglio comunale.
La proposta politica è chiara: il Comune acquisti la sede e la conceda poi in comodato alla Pro Loco. «Non sarebbe un contributo a fondo perduto – spiegano Marta e Tappero – ma un investimento patrimoniale: il denaro si trasformerebbe in un bene immobiliare di pregio, nel cuore del centro storico, che resterebbe di proprietà dei chivassesi».
Le consigliere hanno quindi depositato un ordine del giorno che impegna sindaco e Giunta a verificare il regime di tutela dell’immobile, acquisire una perizia di stima e valutare l’acquisto, anche attraverso eventuali strumenti di prelazione.
Non manca infine la critica politica all’Amministrazione Castello, accusata di non aver tutelato abbastanza il rapporto con una realtà considerata centrale nella storia e nell’identità cittadina. «Palazzo Rubatto non è di una parte politica: è di Chivasso», concludono Marta e Tappero, auspicando che sul tema il Consiglio comunale possa ritrovarsi unito al di là degli schieramenti.
E affidano il senso della proposta a una frase che sintetizza il loro intervento: «La tradizione non è il culto delle ceneri, ma la custodia del fuoco».