13/02/2019

Cronaca

In libreria “Le mie due guerre” di Mauro Esposito, l’imprenditore che ha denunciato la ‘Ndrangheta

Caselle

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“Le mie due guerre. Ho denunciato la ‘ndrangheta. Ho combattutto da solo. Ho vinto” è il titolo del libro del testimone di giustizia Mauro Esposito, che dal 21 marzo, sarà distribuito nelle librerie di tutta Italia. Mauro Esposito è un professionista di Caselle. Direttore dei lavori durante la realizzazione di un quartiere residenziale a Rivoli ha rifiutato la proposta avanzata dall’impresario di “gonfiare” i costi di costruzione: un rifiuto che gli è costato quasi tutto e che lo ha condotto sull’orlo del fallimento perchè la criminalità organizzata non solo non ammette rifiuti ma non dimentica gli “sgarbi” subiti.

Per anni Mauro Esposito ha combattuto la ‘ndrangheta fino a diventare il testimone chiave di un’inchiesta giudiziaria sfociata nel processo “San Michele” che ha svelato la presenza e gl’intrecci delle cosche calabresi nella Bassa Val di Susa. Una battaglia più grande di lui che ha combattuto da solo, con il coraggio della disperazione e nell’incrollabile convinzione che l’onestà è il cardine della legalità. A Mauro Esposito sarebbe bastato accettare la proposta illecita, le lusinghe e i soldi per vivere colluso ma tranquillo. L’imprenditore ha invece scelto di percorrere una strada tutta in salita, costellata di minacce di morte, che gli ha fatto perdere lavori per ben 12 milioni di euro in Oman e il licenziamento, forzato, di metà degli ingegneri e architetti che erano alle dipendenze della M.E. Srl di Caselle, che ha suscitato un contenzioso con l’Erario che intendeva recuperare ad ogni costo somme che Esposito, a causa della difficile situazione finanziaria nella quale viveva, non era riuscito a versare.

In quegli anni ha perso molto tranne l’affetto e l’appoggio della famiglia. Poi l’incontro con don Luigi Ciotti, fondatore di Libera e con l’imprenditore calabrese Pino Masciari, uno dei primi ed “eccellenti” testimoni di giustizia, si è rivelato determinante. Mauro Esposito ha trovato in seguito l’appoggio di uno sparuto pool di magistrati inquirenti che ha raccolto la sua testimonianza e ha dato vita ad una difficile e articolata inchiesta giudiziaria. Mauro Esposito conosce bene il peso della solitudine: sa bene che cosa vuol dire guardarsi intorno prima di uscire di casa e la consapevolezza di non avere nessuno che ti guarda le spalle mentre combatti una battaglia che pare persa in partenza.

Quattro anni dopo la sua denuncia sono scattati gli arresti e le condanne che hanno squarciato l’invasiva infiltrazione della criminalità che mirava a impadronirsi degli appalti ultra milionari della Tav Torino-Lione. Questa toccante e drammatica vicenda, culminata in una serie di condanne nei confronti di boss e imprenditori collusi con l’ndrangheta è raccontata, con lucidità, in un libro edito da La Nave di Teseo che rappresenta non soltanto una testimonianza, ma la prova che vivere davvero con la “schiena dritta” alla fine paga senza dover scendere a compromessi con la propria coscienza e con l’illegalità ha dispetto di uno Stato che spesso non sostiene e non riconosce il merito di chi non si piega di fronte al malaffare.

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