
Ivrea guarda al futuro partendo da Olivetti: tre giorni di cultura, tecnologia e innovazione con «Ex Machina»
Nel luogo simbolo di una delle più straordinarie esperienze industriali e sociali del Novecento italiano, Ivrea si prepara a interrogarsi sul futuro. Dal 19 al 21 giugno il cuore del sito Unesco della città ospiterà la prima edizione di «Ex Machina – La comunità che vide il futuro», una manifestazione che intende rileggere l’eredità olivettiana alla luce delle sfide contemporanee, dal rapporto tra tecnologia e società fino all’educazione delle nuove generazioni alle discipline scientifiche.
Promosso dalla Fondazione Natale Capellaro Ets e da Mio Lab Tecnologic@mente, con il sostegno della Regione Piemonte e la collaborazione del Comune di Ivrea, l’evento si svilupperà tra il Laboratorio-Museo Tecnologic@mente, Officina H e l’area esterna della Fabbrica dei Mattoni Rossi, lungo via Jervis, quella che Le Corbusier definì «la strada più bella del mondo».
Più che un festival, Ex Machina si presenta come un progetto culturale e sociale di lungo periodo, pensato per trasformare il patrimonio materiale e immateriale della Olivetti in uno strumento vivo di partecipazione, inclusione e crescita civile.
Ospite d’onore della prima edizione sarà Federico Faggin, fisico, inventore e imprenditore considerato uno dei padri della rivoluzione digitale e tra le figure italiane più influenti nella storia dell’informatica mondiale.
L’inaugurazione è prevista venerdì 19 giugno, con la presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli, del vicepresidente della Regione Piemonte e assessore alle Politiche sociali Maurizio Marrone, del sindaco di Ivrea Matteo Chiantore e dei rappresentanti delle istituzioni impegnate nella tutela e valorizzazione del patrimonio olivettiano.
Il programma proporrà incontri dedicati all’impresa, all’innovazione, agli archivi digitali, alla cultura tecnologica e al rapporto tra memoria industriale e sviluppo del territorio. Tra i protagonisti figurano, tra gli altri, Massimo Banzi, Bruno Murari, Simona Casonato, Guerino Nuccio Bovalino, Giorgio Garuzzo e Carlo Galli.
Sabato 20 giugno il centro della manifestazione si sposterà all’Officina H, con una giornata dal forte profilo istituzionale e culturale. Oltre agli interventi delle autorità, spazio ai temi del design, dell’architettura e della cultura con Costanza Casali, Maurizio Vitale, Giuseppe Lupo e Niccolò Bellazzini, senza dimenticare uno sguardo verso lo spazio e le nuove frontiere della conoscenza con Mario Caligiuri ed Emilio Cozzi.
Nel pomeriggio sarà inaugurata una mostra che accosterà i pezzi storici della collezione del Museo Tecnologic@mente alle opere di Astrid Fuchslocher, Sabina Oehninger, Joey Guidone, Giulia Osella e John Blond. La serata si concluderà con il Tech Party Tellmewine, che trasformerà via Jervis in un grande spazio aperto dedicato alla musica, al vino e alla condivisione.
Domenica 21 giugno i riflettori saranno puntati sulle nuove generazioni e sulle competenze Stem. Il panel “Generazione Stem” vedrà la partecipazione di Gastone Garziera, storico protagonista della Programma 101 Olivetti, della divulgatrice digitale Eleonora Sayaka e di Tatiana Tommasi del Politecnico di Torino.
A chiudere la manifestazione sarà il panel «Custodi di un patrimonio e portatori di una visione. La comunità che vede il futuro», dedicato alle realtà che continuano a mantenere viva l’identità culturale, sociale e industriale del Canavese.
Tre giorni che, partendo dall’eredità di Adriano Olivetti e Natale Capellaro, proveranno a rispondere a una domanda sempre più attuale: quale rapporto vogliamo costruire tra innovazione tecnologica, responsabilità sociale e futuro delle comunità?