
IVREA – Due tentativi di suicidio in carcere nella stessa mattina, decisivo l’intervento degli agenti
Due tentativi di suicidio nel giro di poche ore all’interno del carcere di Ivrea. È accaduto nella mattinata di lunedì 2 novembre 2026. A rendere noto quanto avvenuto è l’Osapp, l’Organizzazione Sindacale Autonoma della Polizia Penitenziaria, che sottolinea come in entrambi i casi sia stato determinante il tempestivo intervento degli agenti in servizio.
Il primo episodio si è verificato intorno alle 8.30 nel reparto osservazione. Un detenuto avrebbe tentato di togliersi la vita all’interno della propria cella. I poliziotti penitenziari sono intervenuti riuscendo a salvarlo. Dopo le prime cure nell’infermeria dell’istituto, l’uomo è stato trasferito all’ospedale di Ivrea per ulteriori accertamenti.
Poco dopo, intorno alle 10, un secondo detenuto, ristretto al secondo piano della struttura, avrebbe compiuto un gesto analogo. Anche in questo caso l’intervento dell’agente di sezione avrebbe evitato conseguenze irreparabili.
La situazione è però degenerata subito dopo. Secondo quanto riferito dal sindacato, il detenuto avrebbe infatti aggredito il poliziotto che era appena intervenuto per soccorrerlo, afferrandolo al collo. L’agente è riuscito a divincolarsi evitando conseguenze più gravi.
L’Osapp torna così a denunciare le condizioni di lavoro della polizia penitenziaria e le difficoltà che caratterizzano la gestione quotidiana degli istituti di pena.
«Gli istituti italiani si reggono solo grazie all’immane ed enorme sacrificio delle donne e degli uomini della polizia penitenziaria, che ogni giorno mettono a rischio la propria incolumità e salvano vite umane – afferma il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci –. Poliziotti lasciati soli, con una grave carenza di organico e turni massacranti. Quello che è successo a Ivrea è la quotidianità. Servono interventi immediati».
Due episodi ravvicinati che riportano ancora una volta l’attenzione sulle condizioni di vita all’interno delle carceri e sulla pressione alla quale è sottoposto il personale di polizia penitenziaria, chiamato quotidianamente a gestire situazioni ad altissima criticità.