
Agliè, è morta a 103 anni Felicita Zucco: si consegnò ai fascisti per proteggere la famiglia
Era riuscita a fuggire, ma scelse di tornare e consegnarsi ai fascisti, temendo ritorsioni contro i familiari e la donna che l’aveva aiutata. Quel gesto di Felicita Zucco, allora ventunenne, appartiene alla memoria della Resistenza canavesana. Conosciuta ad Agliè come «Lina dij Prine», vedova Centanino, è morta il 25 ottobre a 103 anni. I funerali sono stati celebrati il 28 ottobre nella chiesa parrocchiale del paese.
Nata il 18 gennaio 1923 nella frazione Santa Maria, Felicita fu coinvolta nell’assalto fascista a cascina Nore del 3 maggio 1944. Nella cascina una famiglia ospitava alcuni partigiani: quattro di loro furono uccisi e la giovane venne presa in ostaggio.
Riuscì a scappare e a rifugiarsi dalla zia. Alla possibilità di rimanere nascosta, tuttavia, antepose la preoccupazione per chi avrebbe potuto subire le conseguenze della sua fuga. Decise così di riconsegnarsi. Fu condotta a Castellamonte e sottoposta a interrogatori; l’intervento dell’arciprete di Agliè contribuì a ottenerne la liberazione.
Sopravvissuta alla guerra, negli anni successivi raccontò quanto era accaduto a cascina Nore, aiutando a custodire e trasmettere la memoria di quella giornata. La sua testimonianza ha mantenuto vivo il ricordo delle vittime e delle scelte difficili affrontate dalla popolazione durante il conflitto.
Nel dopoguerra lavorò prima alla De Angeli-Frua e poi alla Olivetti. Costruì una famiglia, crebbe la figlia Marina e conservò un forte legame con Agliè, dove era conosciuta con il soprannome che l’aveva accompagnata per tutta la vita.
Felicita Zucco lascia la figlia Marina con Piero, la nipote Valentina con Enrico, i pronipoti Alessandro e Federico, il figlioccio Pier Domenico e la cugina Luciana.