
Guerra, riarmo e carovita: la protesta arriva a Ivrea. Sabato 24 ottobre, manifestazione in piazza Ottinetti
La protesta contro il riarmo, il carovita e i tagli ai servizi pubblici arriva anche nel cuore del Canavese. Dopo le manifestazioni e le tensioni che negli ultimi giorni hanno attraversato Torino, Milano e Bologna, sabato 24 ottobre 2026 la mobilitazione farà tappa a Ivrea, dove alle 15.30, in piazza Ottinetti, è in programma una manifestazione promossa dal Comitato Ivrea per la Palestina e dal Collettivo Aldo Moro. Al centro della protesta le priorità della spesa pubblica, le difficoltà economiche delle famiglie, la precarietà del lavoro e la richiesta di maggiori risorse per scuola, sanità e servizi sociali.
L’iniziativa si inserisce in un clima di crescente mobilitazione che coinvolge anche il mondo studentesco, con proteste e occupazioni organizzate in diverse città italiane per chiedere maggiori investimenti nell’istruzione pubblica, edifici scolastici più sicuri e una migliore qualità della didattica. Nel fine settimana scorso, alcune manifestazioni nei principali centri urbani sono state segnate anche da scontri con le forze dell’ordine.
A Ivrea, tuttavia, la piattaforma della protesta abbraccia rivendicazioni più ampie, collegando il tema dei conflitti internazionali alle difficoltà economiche e sociali che interessano lavoratori, pensionati e famiglie.
«Invitiamo tutte e tutti a partecipare alla manifestazione di sabato 24 ottobre a Ivrea, per far sentire la nostra voce contro la guerra, il riarmo, il carovita, la precarietà e lo smantellamento dei servizi pubblici», spiegano gli organizzatori.
Secondo il Comitato Ivrea per la Palestina e il Collettivo Aldo Moro, le risorse destinate agli armamenti dovrebbero essere indirizzate prioritariamente al sostegno dei servizi essenziali e alla tutela delle fasce sociali maggiormente esposte alle difficoltà economiche.
«Mentre si investono miliardi in armamenti, milioni di persone fanno i conti con stipendi insufficienti, bollette pesanti e prezzi sempre più alti. Sanità, scuola, pensioni e servizi sociali sono sotto pressione, il lavoro è sempre più precario e tante famiglie faticano ad arrivare alla fine del mese», sostengono i promotori, che attribuiscono queste criticità anche alle scelte di politica economica e alle priorità della spesa pubblica.
Un altro elemento centrale della manifestazione sarà il rapporto tra le guerre e le loro conseguenze sulla vita quotidiana, anche nei Paesi lontani dai fronti. Gli organizzatori richiamano in particolare la situazione della popolazione palestinese e gli effetti che i conflitti e le tensioni internazionali possono esercitare sui costi dell’energia, dei carburanti e dei beni di prima necessità.
«Non serve essere sotto le bombe per pagare il prezzo della guerra», affermano, sottolineando come alle conseguenze umanitarie dei conflitti possano aggiungersi ripercussioni economiche e sociali sulle famiglie.
La piattaforma della mobilitazione comprende inoltre la richiesta di salari adeguati, maggiore sicurezza sul lavoro, tutela dei diritti, sostegno ai caregiver e alle famiglie, attenzione ai lavoratori agricoli e contrasto alle disuguaglianze.
«Chiediamo che le risorse siano destinate alla pace, alla sanità, alla scuola, al lavoro, all’agricoltura e ai servizi di cui tutte e tutti abbiamo bisogno», ribadiscono i promotori.
L’appuntamento è dunque per sabato 24 ottobre, alle 15.30, in piazza Ottinetti, dove le due realtà organizzatrici intendono riunire cittadini, studenti, lavoratori e associazioni attorno alle rivendicazioni della manifestazione. Un’iniziativa che porterà nel centro storico di Ivrea il confronto sulle priorità economiche e sociali del Paese e sulle conseguenze dei conflitti internazionali.